Il 5 maggio inizia la stagione dei Tornei sportivi presso il nostro Oratorio.

Vi aspettiamo numerosi e vi ricordiamo il nostro stand gastronomico sempre attivo nelle giornate dei vari tornei. Per avere maggiori notizie sul programma delle partite clicca qui oppure sulla voce Tornei del menu qui sopra.

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz

computerPREISCRIZIONI AL GREST: CHIUSE. Per info scrivere a info@parrsangiacomo.it o chiedere agli incaricati.

Abbiamo scelto già dal 2011 di pubblicare on-line il modulo di Preiscrizione al Grest, questo non per motivi di moda, ma per gestire in modo più ordinato l’organizzazione dell’attività. Per esempio non abbiamo bisogno, per raccogliere le iscrizioni, di impegnare VOLONTARI, e ci tengo a sottolineare VOLONTARI, il sabato e la domenica o in altre giornate. La procedura di iscrizione è semplice anche se a volte può dare problemi perchè il server è occupato, perchè il collegamento internet dell’utente non funziona bene, perchè il computer o il software di chi si iscrive è obsoleto… Chi ha fatto “fatica” (meno del 10% degli iscritti) chiedendo alle persone GIUSTE ha risolto subito i problemini. Credo che proseguiremo per questa strada…  (A.M.)

GREST 2012: dall’11 GIUGNO al 29 giugno 2012 dalle ore 9.00 alle ore 17.00 con possibilità di accogliere i bambini di genitori lavoratori dall ore 07.45. Pausa paranzo ore 12.00 fino alle 14.30. Possibilità di fermarsi a pranzo in oratorio.
Preiscrizioni via internet con possibilità, SOLO PER CHI NON HA INTERNET, di farlo in oratorio SABATO 5 maggio dalle ore 14.30 alle 15.30 e Domenica dalle ore 14.30 alle  15.30. La preiscrizione dovrà essere confermata il 26 o il 27 maggio e il 2-3 giugno .

I BAMBINI FINO DI PRIMA E SECONDA ELEMENTARE SE PARTECIPANO ALL’USCITA PISCINA DOVRANNO ESSERE ACCOMPAGNATI DA GENITORI o ALTRI FAMIGLIARI

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz

dal Corriere della Sera

apertoPADOVA—Per non perdere appeal, la religione deve andare di pari passo con l’attualità, confrontarsi con i secolari temi del giorno e indicare ai fedeli la retta via. E’ il credo di don Marco Scattolon, per vent’anni (rimpianto) parroco di Spinea e dallo scorso settembre curato di Rustega (Camposampiero), che durante la quaresima non s’è smentito e ha lanciato un anatema contro le aperture festive dei negozi. «La domenica non si va a comprare—ha tuonato dal pulpito durante la messa— non moriamo certo di fame, la spesa possiamo farla di sabato o lunedì. Ribelliamoci almeno noi». E per essere più convincente ha previsto una penitenza quaresimale contro il peccato di shopping domenicale. «Le feste sono importanti, non solo dal punto di vista religioso, ma anche umano — spiega il don Camillo di Rustega — rappresentano una delle poche occasioni rimaste alle famiglie per stare insieme».

E’ la mazzata finale che segue la prima stoccata inferta sotto Natale, quando il curato aveva esibito davanti alla Chiesa un enorme cartellone con l’immagine di Gesù e la scritta: «Aperta anche la domenica». Leggi il resto di questo articolo »

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz

Ormai pian piano ci stiamo abituando… i negozi e i supermercati la Domenica e… persino a PASQUA!!!, restano aperti.  Ci diremo, come al solito: ” e che c’è di male?”… Propongo il seguente articolo-riflessione, e poi, magari apriamo un dibattito ed evitiamo di frequentare i luoghi commerciali nella festa.

Famiglia e lavoro, riconciliarli è possibile  (dal Messaggero di S.Antonio – Febbraio 2012)

Dovrebbero essere alleati, e invece troppo spesso famiglia e lavoro sono posizionati su fronti opposti. L’Incontro mondiale delle famiglie punta a disegnare un nuovo orizzonte di pacificazione, in nome del bene comune. di Alberto Friso

«Oggi vi viene a prendere la nonna» rassicura un po’ di fretta Gianna rivolgendosi ai figli, mentre sistema la sciarpa alla grande e il berretto col pon pon al piccolo, si dà l’ultima spazzolata ai capelli e sale in auto, destinazione ufficio. Il cartellino da timbrare entro le otto la fa essere la prima a partire da casa. A distanza di pochi minuti tocca al resto della famiglia: il marito Paolo, commerciante, fa in tempo ad accompagnare i figli alle elementari prima di aprire il negozio. La mattinata lavorativa deve ancora cominciare, ma nel ruolino di marcia Gianna ha già accumulato un bel po’ di mestieri: dopo essersi data una sistemata in bagno, ha svegliato tutta la famiglia, vestito i bambini, preparato la colazione, lavato le tazze, riordinato i letti, controllato le cartelle dei figli, insistito perché si lavassero almeno faccia e denti, recitato una preghiera insieme, dato un parere sul colore della cravatta del marito, chiamato sua suocera perché vada a recuperare i nipoti all’uscita da scuola, dal momento che lei sarà impegnata in una riunione inderogabile. Timbrato il cartellino alle 7 e 57, si siede alla scrivania, accende il computer, apre l’agenda, e via con il solito tran tran.

Eugenio, invece, fa il pendolare tra la provincia di Bergamo, dove ha casa, e la prima periferia di Milano, dove lavora. Tra auto, treno e metro, impiega 2 ore e mezzo al giorno all’andata, altrettante al ritorno. Significa partire mentre i ragazzi – 11, 14 e 16 anni – stanno ancora dormendo, sfiorando con un bacio la moglie assonnata e correre via, per rientrare giusto all’ora di cena, sempre che non ci siano intoppi. Partenza al buio, ritorno al buio. Intanto i figli crescono e in questo periodo, alle prese con l’adolescenza, Eugenio sa che avrebbero bisogno di passare un po’ più di tempo anche con lui, ma non è facile. E pure sua moglie avrebbe necessità di maggiore attenzione, per quanto non glielo faccia pesare. Rimangono le sere e la domenica. Del resto, bisogna pur guadagnare la pagnotta. Leggi il resto di questo articolo »

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz

burkina_faso_flagProgetto di sostegno alla formazione e allo sviluppo di piccole unità di pollame autogestito a beneficio di 20 giovani svantaggiati in Burkina Faso

 

burkina_faso_small_mapE’ questo il progetto che Dieudonnè Bayil, ventenne di Reo, Villaggio a 11 km da Koudougou, in Burkina Faso (stato dell’Africa subsahariana) ha fatto arrivare a Brescia nel settembre 2011.

Come? Se qualche attento lettore del nostro bollettino ricorda, nell’agosto 2007 Simone, giovane della nostra Parrocchia, si reca in Burkina Faso per un’esperienza di volontariato e, nella Missione della quale è ospite, conosce  Dieudonnè e stringe con lui un’amicizia continuata negli anni a livello epistolare.

Dieudonnè ha terminato il liceo agrario ma la Missione non può più mantenerlo, così come altri ragazzi, lui, orfano dei genitori e senza altri familiari, non si lascia abbattere e nasce nella sua mente il progetto che ha come obiettivo “fornire opportunità di lavoro autonomo per i ragazzi svantaggiati, creare le condizioni favorevoli per migliorare le condizioni di vita dei beneficiari, promuovere lo sviluppo di un ciclo breve della zootecnia nella zona di Reo e contribuire alla lotta contro la povertà”…

Resta solo il problema di reperire i fondi necessari. Il ragazzo chiede aiuto a Simone che ora, terminati gli studi in “Cooperazione internazionale allo sviluppo” ha acquisito competenze per poterlo aiutare.

Il progetto viene così finanziato in buona parte dalla ONLUS bresciana INTERMED, della quale è responsabile la dottoressa Antonella Bertolotti: Simone parte per il Burkina e lì aiuta i ragazzi ad acquistare il terreno, costruire i pollai, comprare i pulcini; recuperata anche un’incubatrice usata c’è il problema di come alimentarla, visto che nel villaggio non c’è la corrente elettrica. Ecco l’idea di sfruttare uno degli elementi che in Africa non manca di sicuro: il sole.

Vorrebbero acquistare un paio di piccoli pannelli solari per riutilizzare l’energia prodotta, sia per l’illuminazione che per la forza motrice. I fondi però non sono del tutto sufficienti e allora i ragazzi si rivolgono al Gruppo Missionario della nostra parrocchia, chiedendo un aiuto economico, che viene concesso.

Ed ecco che così San Giacomo diventa per questi giovani un raggio di quel sole che fa funzionare i pannelli!

Grazie ai moderni mezzi di comunicazione abbiamo potuto vedere di persona gli occhi pieni di lacrime e gratitudine di  Dieudonnè e siamo sicuri che, come ci ha detto lui stesso, il ricordo della nostra Parrocchia sarà sempre nel suo cuore e soprattutto nel progetto che si sta realizzando anche grazie al contributo della nostra comunità. 

Il Gruppo Missionario-Caritas

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz

sediaUn vecchietto che da molto tempo si era allontanato dalla Chiesa, un giorno andòdal parroco. Sperava di essere aiutato finalmente a risolvere i suoi problemi di fede.

Quando entrò nella canonica, c’era già una persona a parlare con lui. Il sacerdote intravide il vecchietto in piedi in corridoio, e subito, uscì a portargli una sedia.
Quando l’altro si congedò, il parroco fece entrare il vecchio signore.
Conosciuto il problema, gli parlò a lungo e dopo un fitto dialogo, l’anziano, soddisfatto, disse che sarebbe tornato alla Chiesa. Il parroco, contento, ma anche un po’ meravigliato, gli chiese: «Senta, mi dica, di tutto il nostro incontro, qual è l’argomento che più l’ha convinta a tornare a Dio?».

«Il fatto che sia uscito a portarmi una sedia», rispose il vecchietto.


(Bruno Ferrero, C’è qualcuno lassù)

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz

letterapast2010La lettera del Vescovo Monari è on line.
Puoi leggerla o scaricarla.

Menu Comunicazione

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz

boll032010E’ on line il Bollettino Parrccchiale., con tanti articoli, tra i quali:

1. La presentazione della lettera pastorale del Vescovo (che puoi scaricare o leggere cliccando qui)
2. 1970-2010 40° della edificazione e 20° della consacrazione  della Chiesa parrocchiale
3. Sul Consiglio Pastorale Parrocchiale
4. Anno Catechistico e…

Sport, attività di quest’estate, sposi novelli, ecc..

PER POTERLO LEGGERE IN ANTEPRIMA DEVI ESSERE REGISTRATO

clickqui per aprirlo

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz
benedetto XVI a Brescia

benedetto XVI a Brescia

«Oggi non pochi giovani, storditi dalle infinite possibilità offerte dalle reti informatiche o da altre tecnologie, stabiliscono forme di comunicazione che non contribuiscono alla crescita in umanità, ma rischiano anzi di aumentare il senso di solitudine e di spaesamento». Lo ha detto Benedetto XVI nel discorso al Pontificio Consiglio per la cultura riunito in Vaticano per l’Assemblea plenaria. «Dinanzi a tali fenomeni ho parlato più volte – ha ricordato – di emergenza educativa, una sfida a cui si può e si deve rispondere con intelligenza creativa, impegnandosi a promuovere una comunicazione umanizzante, che stimoli il senso critico e la capacità di valutazione e di discernimento».

Secondo il Papa, «nell’odierna cultura tecnologica, proprio il Vangelo – attraverso una sua nuova inculturazione – può fare da guida, purificando, sanando ed elevando gli elementi migliori dei nuovi linguaggi e delle nuove forme di comunicazione». «Per questo compito, difficile e affascinante, la Chiesa – ha affermato – può attingere allo straordinario patrimonio di simboli, immagini, riti e gesti della sua tradizione». Leggi il resto di questo articolo »

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz

Martedì 7 dicembre ore 20.30 in Chiesa riflessione su “Maria” con il Coro Adulti

Sabato 11 dicembre ore 20.45 in Chiesa il Coro Gospel “GOLDEN GUYS”
clicca qui per vedere e ascoltare alcune clip del gruppo.

e qui per il sito

goldenguys

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz

camminatale2010

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz

Don Bruno premio bulloni

Venerdì 17 ha portato bene a Don Bruno a cui è stato assegnato il premio Cuore Amico ,uno dei premi Bulloni che vengono assegnati ogni anno a Brescia a chi con umiltà ,sacrifici e dedizione si mette al servizio dei più disagiati ,degli ultimi,di chi soffre o mette”solo” in pratica la parola di Dio.

Quest’anno il premio cuore amico è stato assegnato a una persona a noi molto cara ,che  il suo cuore lo ha donato in tutto e per tutto alla  missione ,con sacrificio, vivendo anche  momenti tristi della sua vita famigliare lontano dai suoi cari,anche se con il suo grande cuore li ha sicuramente accompagnati al Signore.

Vogliamo unirci anche noi a questo premio che vuole anche essere il grazie più grande che possiamo dire a lui per quello che a fatto ,ma un grazie ancora più grande al Signore che ci ha fatto incontrare una persona come Don Bruno

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz

nataleNatale! Tutti gli anni si rinnova questo momento che comunque coinvolge sia chi crede che chi non crede.

E’ tempo di riflessioni da fare personalmente ma anche da vivere all’interno della famiglia o delle nostre comunità. Gesù fin dal suo concepimento ci mette un po’ a disagio perchè
rompe da subito i nostri schemini dove tutto, in teoria, deve essere perfetto e programmato… E invece Maria si ritrova incinta in una situazione, e pensiamo i luoghi e i tempi, che stroncherebbe ancora oggi il coraggio di qualsiasi ragazza, eppure per Fede e per Amore, va contro corrente. Giuseppe deve sovvertire tutti i sogni che aveva in testa e sognare altro, eppure per la Fede cambia. Tutto sembra contro questa famigliola, tanto che addirittura, Gesù nasce in condizioni ostili e critiche, eppure, proprio spogliandosi da qualsiasi vanità si fa Dono ovvero Sacramento… Dono che ci accoglie e a noi chiede, NON di essere BUONI! ma di aver Fede
che Lui, Dono, può cambiare finalmente la nostra vita e allontanarla dai nostri miseri schemi. Per questo i Sacramenti, doni efficaci, cioè che agiscono a nostro favore, diventano motivo di Festa solo quando modificano e convertono i nostri pensieri e le nostre azioni.

E non diciamo più che a “Natale bisogna essere più buoni” o baggianate del tipo “Natale è la festa dei bambini”…

Facciamolo dire alla pubblicità dei panettoni.

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz

propongo questo articolo di A.Tornielli che ci fa notare quanto sia urgente una nuova evangelizzazione PER TUTTI, e in particolar modo sul significato dei Sacramenti, bistrattati all’inverosimile.

di Andrea Tornielli
http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-gerry-scotti-e-la-nuova-evangelizzazione-225.htm

gerryDomenica sera stavo guardando “il milionario”, il quiz televisivo di successo condotto dal bravo Gerry Scotti, quando al concorrente, un ragazzo di Ponte Lambro, è stata rivolta una domanda di cultura religiosa. Gli è stato chiesto a quale sacramento corrispondesse la “penitenza” o “riconciliazione”.

Le quattro possibili risposte erano: battesimo, cresima, confessione e comunione. Il ragazzo è rimasto di stucco. Non frequentava i sacramenti da parecchio. Ha dunque pensato di affidarsi all’aiuto del pubblico, uno degli aiuti a cui si può ricorrere per una volta soltanto nel corso della gara. Gli spettatori del “milionario” presenti in studio, pubblico vario ed eterogeneo, hanno quindi usato il loro personale telecomando per suggerire al giovane la risposta esatta.

Con una certa sorpresa, ben l’81 per cento degli spettatori ha sbagliato, indicando sacramenti diversi dalla confessione, che è stata scelta soltanto dal 19 per cento dei votanti. Anche Gerry Scotti, pur con il suo fine umorismo, non ha nascosto un certo sconcerto. Se qualcuno volesse la prova di che cosa significhino le parole secolarizzazione e scristianizzazione, basta che osservi esempi come questo. Esempi che peraltro dimostrano anche il fallimento di certa catechesi moderna, che sembra non aver lasciato segno alcuno.

Il ragazzo di Ponte Lambro, facendo un sforzo di memoria, alla fine ha ritenuto che “confessione” fosse la parola che aveva più legami con “penitenza” e “riconciliazione”, e così, nonostante il pubblico, ha risposto in modo corretto. Episodi del genere ripropongono il serio problema dei contenuti trasmessi durante l’ora di religione e permettono di comprendere meglio, credo, quell’urgenza della nuova evangelizzazione che ha spinto Benedetto XVI a istituire un apposito nuovo dicastero appositamente dedicato a questo compito.

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz

zucchero_chocabeck_copertina_cdAnche noi cristiani ultimamente dimentichiamo troppo spesso “il suono della Domenica”, della Festa, dei Riti, delle Attese… tutto viene bruciato in nome delle mode del neopaganesimo.  In queste atmosfere che dovrebbero farci riflettere ci viene incontro anche la musica e la lirica di un “bluesman” che è Zucchero Adelmo Fornaciari. Riporto e rimando a una sua intervista in occasione dell’uscita del nuovo album ”Chocabeck”.

Così, tra l’altro, dice: “In effetti con le undici canzoni di questo disco mi sono immaginato una domenica di Roncocesi, il paesino della Bassa Emiliana dove sono cresciuto. Mi manca quella domenica dell’infanzia! Lo dico non per nostalgia, ma perché desidererei tanto risentire gli odori, i colori, i suoni, che quel giorno di festa conteneva. Mi chiedo più volte: “ma il suono della domenica dove è andato a finire?”. È scomparso!

È rimasto forse in qualche paesino sperduto, perchè nelle città si è perduto l’ascolto del suono dolce delle campane, il vociare dei bambini che si rincorrono nella piazza, i vecchietti che giocano a briscola, i profumi della tavola imbandita. Il suono della domenica per me è quello delle buone cose, della tolleranza, della solidarietà.”

Se vuoi leggere l’intera intervista cliccaqui

Buon Anno 2011

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz

paceAnche quest’anno il GCMSG S.Giacomo ha partecipato all’organizzazione della marcia per pace di Brescia sul tema “LIBERTA’ RELIGIOSA,VIA PER LA PACEe voglio invitare tutta la comunità di S.Giacomo a parteciparevisto i recenti fatti accaduti in Egitto e al parlamento Europeo penso che oggi più che mai dobbiamo testimoniare la nostra fede in tutti i modi anche con la nostra presenza alla marcia …. se per una volta la nostra chiesa sarà meno piena (per un motivo così importante), non penso che il Don ci tirerà le orecchie!!!

LIBERTA’ RELIGIOSA, VIA PER LA PACE

E’ il messaggio scelto da papa Benedetto XVI per la giornata mondiale per la pace 2011 Leggi il resto di questo articolo »

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz

dorian-gray“Quello che oggi è un giovane pieno di fuoco farebbe un balzo indietro, inorridito, se potesse vedere il ritratto di se stesso quando sarà vecchio. Portate, allora, con voi lungo la via tutti i moti generosi dell’animo, non li abbandonate lungo il cammino. Nei giorni scorsi ho incontrato una nota attrice che nella mia memoria conservava ancora il volto perfetto che da giovane avevo visto brillare nei suoi film o in televisione. Ora quei lineamenti erano appena riconoscibili sotto il velo del tempo: lei stessa mi confessava con semplicità di non aver mai pensato allora che lo specchio avrebbe, a distanza di anni, riflesso un viso così diverso. C’è, però, chi vive questa evoluzione naturale con orrore e si aggrappa disperatamente al bisturi del chirurgo plastico, ripetendo l’illusione del celebre Ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde: come è noto, quel bellissimo giovane, ossessionato dall’idea di invecchiare perdendo la sua avvenenza, compie un sortilegio che gli permette di trasferire ogni degenerazione del suo viso sul suo ritratto e non sulla sua fisionomia. Non raccontiamo il tragico sbocco di quella folle magia. Ci affidiamo, invece, all’invito di un’altra grande opera letteraria, proponendo oggi un paragrafo del romanzo Le anime morte (1942) del russo Nikolaj Gogol. L’appello è chiaro: non contano la rete di rughe e la patina del tempo trascorso quando si porta dentro di sé la freschezza degli ideali coltivati in gioventù. L’energia dello spirito può pulsare anche in membra infiacchite; anzi, ci sono molti fiori che emanano un profumo più intenso verso sera, quando il giorno cala verso il tramonto.
Il poeta americano Walt Whitman, nel suo capolavoro Foglie d’erba, scriveva: «Gioventù grande, gagliarda, innamorata, / piena di grazia, forza e fascino, / non sai che la vecchiaia può venire dopo di te / con eguale grazia, forza e fascino?». La vecchiaia è triste non perché cessano le gioie, ma perché finiscono le speranze.”

dal “Mattutino” di Mons. Ravasi – Avvenire

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz

P1170844Questa era la zona riservata a S.Giacomo? OK meglio pochi ma buoni….. ,ma a volte servono anche i numeri per farsi sentire! Sarà che  da noi non piace molto la matematica?

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz
benedetto XVI a Brescia

Benedetto XVI

Appello di Benedetto XVI agli utenti di Facebook e Twitter. Fate un buon uso della vostra identità, evitate identità fasulle. Le nuove relazioni digitali non devono sostituire quelle reali

Roma – “Il contatto virtuale non può e non deve sostituire il contatto umano diretto con le persone a tutti i livelli della nostra vita”. Parola di Papa Benedetto XVI, recentemente intervenuto nel corso della conferenza stampa di presentazione della 45esima giornata mondiale delle comunicazioni sociali. Nell’aula Giovanni Paolo II della sala stampa della Santa Sede, il messaggio del Santo Padre ha riecheggiato sul tema di quest’anno: verità, annuncio e autenticità di vita nell’era digitale.

Tematica certo ampia e complessa, che non potrebbe mai escludere l’ascesa repentina dei cosiddetti social network. “Le nuove tecnologie -  ha spiegato Papa Ratzinger – permettono alle persone di incontrarsi oltre i confini dello spazio e delle stesse culture, inaugurando così un intero nuovo mondo di potenziali amicizie. Questa è una grande opportunità, ma comporta anche una maggiore attenzione e una presa di coscienza rispetto ai possibili rischi”.

Il Papa ha quindi mostrato grande stupore dinanzi alle “straordinarie potenzialità della rete Internet”, sottolineando come “il web sta contribuendo allo sviluppo di nuove e più complesse forme di coscienza intellettuale e spirituale, di consapevolezza condivisa”. Tutti gli utenti della Rete sarebbero dunque chiamati ad annunciare la propria fede “in Cristo che è Dio, il Salvatore dell’uomo e della storia”.

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz

Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente per la 33a Giornata Nazionale per la vita

cop_vita_media“Educare alla pienezza della vita” è il titolo del Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente per la 33a Giornata Nazionale per la vita che sarà celebrata il 6 febbraio 2011. “L’educazione è la sfida e il compito urgente a cui tutti siamo chiamati, ciascuno secondo il ruolo proprio e la specifica vocazione” si legge nel Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente.

“Auspichiamo e vogliamo impegnarci per educare alla pienezza della vita – prosegue il Messaggio -, sostenendo e facendo crescere, a partire dalle nuove generazioni, una cultura della vita che la accolga e la custodisca dal concepimento al suo termine naturale e che la favorisca sempre, anche quando è debole e bisognosa di aiuto”.

Leggi il messaggio

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz

MECPer l’Itinerario Quaresimale 2011 segnaliamo gli incontri che si terranno in S.Pietro in Castello sul tema “Ritratti di Santi ” a cura del Movimento Carmelitano e di Padre Antonio Sicari.

Il Calendario:

Martedì 15 marzo ore 20.30
Beato John Henry Newman : L’appassionata ricerca della verità

Martedì 22 marzo ore 20.30
Santa Vincenza Gerosa -S.Bartolomea Capitanio: Persone in comunione

Martedì 29 marzo ore 20.30
Beato Jerzy Popieliszko : Il prete di Solidarnosc

Martedì 5 Aprile ore 20.30
Beata Chiara Luce Badano : Io ho tutto, l’avventura di una santità giovane.

Martedì 12 aprile  Chiesa di S.Maria delle Grazie ore 20.30
S.Giuseppe Lo sposo di Maria.

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz

sorriso

Venerdì 18 marzo in parrocchia si è vissuto, almeno per quelli che hanno aderito, un momento nuovo e  inusuale. Invitati dal nostro d.Fulvio non abbiamo partecipato alla solita conferenza o catechesi quaresimale,  ma abbiamo condiviso momenti che ci hanno fatto riflettere, credo, su cosa stiamo facendo, dove stiamo andando, su cosa, o meglio su Chi, scommettere il resto della nostra esistenza.

Guardarsi dentro e guardare fuori a volte, lo confesso, può essere scoraggiante… Scopriamo spesso la delusione nella pochezza della nostra fede e la profonda sofferenza che si prova per l’abbandono delle certezze, quelle che hai ritenuto ed annunciato come le più importanti,  anche da chi  non te lo saresti aspettato.

Eppure proprio lì, proprio nel più profondo vuoto esistenziale, e il ringraziamento va a chi venerdì sera lo ha sottolineato riportando senza falsi pudori la propria esperienza, ti viene incontro una Persona che,  non in nome della giustizia umana ma grazie alla Misericordia, ti offre quell’amicizia pura, lontana da qualsiasi interesse personale, che ti risolleva e ti riconcila prima con te stesso e poi con il tuo prossimo. Stabilire una relazione, per una persona è sempre la cosa più importante da fare, e la relazione con Gesù  e quanto di meglio si possa sperimentare, perchè lui ti ama sempre anche se la tua fiducia viene meno o se la tua vita  non è proprio del tutto cristallina…

E se vivi questo rapporto l’annunciare ti verrà spontaneo perchè non servirà la parola: si leggerà negli occhi.

Quanto ci piacerebbe avere un amico così che, senza giudicare, ti offre un consiglio, una mano per correggere, per aiutarti a riflettere e migliorare!  Ed è solo dalla relazione si arriva, anche attraverso mille difficoltà, ad una conoscenza profonda: è da questo che dobbiamo ri-partire per imparare a ri-vivere anche i nostri incontri di tutti i giorni.

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz

broccaIl Vangelo della III domenica di Quaresima, anno A ci presenta due bisogni, quello della Samaritana che va al pozzo ad attingere acqua e quello di Gesù che si siede stanco al pozzo.
Il pozzo è il luogo d’incontro tra due bisogni: quello di Dio e quello dell’uomo.
Entrambi hanno sete.
Ma Gesù non ha secchio, come giustamente fa notare la donna, mentre lei ce l’ha ma l’acqua che sta attingendo è un’acqua che non le cambia la vita.
Una vita senza gioia, schiava dell’amore che uccide,alla ricerca di un amore che gliela cambi, che l’appaghi una volta per tutte.
Gesù è discreto, non invadente. “Va’ a chiamare tuo marito” le dice e, così facendo, le svela il segreto di sè.
Lo stupore è grande, quando si rende conto che chi gli sta di fronte conosce la sua storia e sicuramente è un profeta. Leggi il resto di questo articolo »

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz

monariPer la prima volta da quando è giunto a Brescia il Vescovo, Mons. Luciano Monari sarà tra a noi per celebrare la S.Messa e per conoscere i Cresimandi di quest’anno. Benvenuto! Sarà una visita informale ma certamente “calda”. Ieri sera, venerdì 1 aprile, il secondo incontro della “catechesi” di quaresima. Poca gente, come al solito di questi tempi… Eppure il tema trattato stimolava alla riflessione sui nuovi orizzonti, sui nuovi cammini che la comunità di S.Giacomo, e non solo, è chiamata a compiere. Si parla di più compartecipazione, di maggiore responsabilità per i laici, di giovani un po’ svogliati e di adulti indifferenti presi da mille impegni, a volte, e diciamocelo francamente…, inutili. Cosa c’è di più utile, che dire, della preghiera, dei Sacramenti, del conoscere finalmente, in modo adulto, la fede in Gesù?

Credo, e questo è il mio pensiero, che le parrocchie, specchio della società,siano vivendo anch’esse una crisi esistenziale: a volte immerse a capofitto in mille attività, con il culto ossessivo dell’audience e del consenso, con la conseguenza della perdita di vista dei valori veramente fondanti sui quali una comunità è chiamata a confrontarsi. Tutti tendiamo ancora, come si faceva 30 anni fa, ad interrogarci solo sui ragazzi e sui giovani (ma chi sono i giovani?), mentre il vero universo troppo spesso dimenticato è quello degli adulti (ma chi sono gli adulti?) con tutte le loro responsabilità e i loro ruoli educativi. Dicono che il tema pastorale dei prossimi dieci anni sia proprio l’educazione (alla fede): benvenga!

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz

computerCONFERMA A ISCRIZIONI: SABATO 4 GIUGNO ore 15.00 – 16.30 – DOMENICA 5 GIUGNO ore 15.00 – 16.30 IN ORATORIO

MANCANO UNA VENTINA DI CONFERME DI ISCRIZIONE-

NON E’ PIU’ POSSIBILE PREISCRIVERSI ON LINE

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz

La Passione di Cristo, di Mel Gibson, è un film audace che pretende di mostrare allo spettatore la forza dell’Amore di Dio, che vince la morte e il peccato, attraverso la Passione.

La Passione di CristoDalla notte del Getsemani al giorno del Golgota, le immagini si susseguono mostrando sempre due abissi a confronto: il male, l’ignoranza, la codardia e l’assurdità della cattiveria di chi si fa forte coi deboli contrapposto all’infinito amore di Dio, personificato nel “servo sofferente” che affronta la via della croce come scelta libera d’amore, fidandosi dell’amore del Padre e affidando a lui tutto se stesso.

Il film è davvero un’opera ben riuscita: il racconto è realistico e fedele sia al Vangelo che alla storiografia la fotografia e il montaggio gli conferiscono forza narrativa, ma a rendere grande l’opera è la storia di Cristo, la sua Passione, e il fatto che il regista lasci spazio solo a questa.

Tutto il resto non c’è.

Così lo spettatore è proiettato nella storia e scosso dalle emozioni che si susseguono: sdegno, paura, tristezza, fiducia, amore…

Il film verrà proiettato lunedì 18 alle ore 20:30 nella sala del sottochiesa.
E’ consigliato ad un pubblico adulto per la forza di alcune immagini.
E’ consigliato ad un pubblico adulto perchè ci vuole una certa maturità per affrontare il tema della passione di Cristo, la prova tangibile che il “sia fatta la tua volontà” non è solo una formula che Lui ci ha insegnato, ma una scelta di vita, una scelta di fede.

Il “Fiat volutas tua!” nella sua piena dimensione deve essere la norma di una vita cristiana. Deve regolare il corso della giornata da mane a sera, e il dipanarsi dell’anno, e la vita tutta. Diviene allora anche l’unica preoccupazione del cristiano. Tutte le altre le si è gettate sul Signore, ed egli le ha prese su di sé…Chi appartiene a Cristo deve vivere fino in fondo tutta la vita di Cristo. Deve crescere sino alla maturità di Cristo, deve intraprendere la Via Crucis, deve passare per il Getsemani e il Golgota.

Santa Edith Stein

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz

mi-piace-facebookDal Bollettino di Pasqua

Spett. Supporto tecnico

L’anno scorso ho upgradato il mio programma da Fidanzata 7.0 a Moglie 1.0, e ho notato che il nuovo programma ha iniziato inaspettatamente un processo di produzione figli che prende un sacco di spazio e riduce drasticamente le risorse di sistema. Naturalmente sulla brochure del programma tutto questo non era menzionato.
Come se non bastasse, Moglie 1.0 si auto-installa in tutti gli altri programmi, e si lancia da solo al momento dell’inizializzazione del sistema.
Alcuni vecchi programmi come Pokerino serale 6.3, Bevuta con gli Amici 2.5 e Domenica allo Stadio 5.0 non funzionano più, inchiodando il sistema non appena vengono lanciati.
A quanto pare non riesco neppure a tenere Moglie 1.0 in background mentre tento di lanciare i miei programmi preferiti.

Avevo pensato di tornare a Fidanzata 7.0, ma non riesco a fare funzionare il programma di disinstallazione.
Potete aiutarmi?
Grazie
Cliente Disperato.
—————————————————————————-


LA RISPOSTA del SUPPORTO TECNICO
Supporto tecnico a Cliente disperato…

Caro Cliente Disperato,
il tuo è un problema comune a molti utenti, dovuto principalmente a un errore d’interpretazione.

Molti upgradano da Fidanzata 7.0 a Moglie 1.0 con l’idea che Moglie 1.0 sia un programma di utility.

In realtà, Moglie 1.0 è un vero e proprio sistema operativo, programmato dal suo inventore per governare tutte le altre applicazioni.
E’ praticamente impossibile rimuovere, cancellare o disinstallare Moglie 1.0 e tornare a Fidanzata 7.0; alcuni file nascosti rimarrebbero infatti nel sistema, facendo in modo che Fidanzata 7.0 emuli perfettamente Moglie 1.0.
Alcuni hanno tentato di installare Fidanzata 8.0 o Moglie 2.0, ma si sono ritrovati con problemi ancora maggiori
(confronta il manuale alla voce “Messaggio di errore: alimenti e assegni familiari”).
Non ti resta che tenere Moglie 1.0 e far fronte alla situazione.
Avendo installato anch’io Moglie 1.0, posso suggerirti di leggere l’intera sezione che riguarda i Problemi Generali di Coppia (PGC).
Il segreto è di assumersi sempre e comunque la responsabilità per qualsiasi problema si presenti, a prescindere dalla causa che lo provochi.

La miglior cosa da fare è lanciare dalla shell la routine C:>SCUSE.COM (è residente in memoria alta).
In ogni caso, evita di abusare del comando Escape, altrimenti dovrai lanciare il comando Scuse prima ancora che il sistema riparta.
Le cose andranno benissimo finchè ti prenderai la colpa di tutti i PGC.
Moglie 1.0 è un programma ottimo, ma molto pesante; farai meglio ad acquistare del software addizionale per migliorarne le prestazioni. Abbiamo trovato buoni riscontri con Gioelleria 8.5 e con ShopOnLine 5.0.

Non installare MAI, per nessun motivo, Segretaria&Minigonna 3.3.
Quest’ultimo è un programma non supportato da Moglie 1.0; non solo, può mettere in crash con danni irreparabili il sistema operativo, riparabili solo con Avvocati 6.3, programma costosissimo del tutto incomprensibile.

Buona fortuna.

Supporto Tecnico

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz

Riporto un brano dal Giornale di Brescia (non credo che ne avrà a male) di oggi 22.04.2011. Il resto potrete leggerlo direttamente sul Giornale. E’ un’intervista molto bella a Mons. Claudio Paganini, conosciuto anche nella nostra Parrocchia, assistente spirituale del Brescia Calcio.

paganini Fede e calcio. Tra cattolici, protestanti, buddisti, segni della croce e atleti di Cristo. Nella settimana pasquale il binomio si ripropone. Nel Brescia attuale c’è una forte radice cristiana, ma ci sono anche altre religioni. Che trovano posto e si confrontano tra loro. Così è stato anche in passato con il buddista Roberto Baggio. Nello spogliatoio delle rondinelle esiste una tradizione fatta di Messe alla vigilia delle partite, Messe dello sportivo e incontri spirituali. Fu Monsignor Cavalli a portare la parola di Dio tra le rondinelle, creando la figura del cappellano della squadra di calcio: dal 1960 al 1996. Un’eredità che da qualche anno è stata raccolta da Claudio Paganini, che da tre anni è diventato Monsignore. 
Quando e perché diventa padre spirituale del Brescia? 
«Nel 1998 feci un pellegrinaggio in Terra Santa con Corioni. Si stabilì subito un bel feeling, inoltre ero il Parroco di Urago Mella e quindi dei gemelli Filippini. Il mio ingresso nel Brescia fu subito un successo e nel 2003 il Vescovo di allora Monsignor Sanguineti mi diede anche una nomina vescovile ufficiale come padre spirituale della squadra di calcio della nostra città». ….

Lei con il Brescia ha celebrato tutti i sacramenti…
«Il funerale di Vittorio Mero è stata una delle celebrazioni più difficili della mia vita. Feci l’omelia con gli occhi lucidi. Mi veniva da piangere, ma dovevo farmi forza. Il Duomo era pieno all’inverosimile: tanti tifosi con sciarpe e bandiere, una commozione mai vista. Quel giorno anche Baggio accettò di entrare in Chiesa e fu molto rispettoso. Bisognava poi rimanere vicini a Monica, la moglie di Vittorio. Il giorno dopo l’incidente mi chiamò e mi disse: “Don, non so cosa fare, mi aiuti lei”. La portai a scegliere la bara e ad organizzare il funerale. Si creò un rapporto solidissimo tra di noi, che resiste ancora oggi. Non dimenticherò mai la frase di Mazzone a fine stagione: “Non possiamo essere felici per aver raggiunto la salvezza, abbiamo perso un ragazzo e quindi rimane un’annata triste e negativa”».

Continua sul Giornale di Brescia

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz

benedetto XVI a Brescia

benedetto XVI a Brescia

Ratzinger: «No a quella mentalità secolarizzata che propone la convivenza come preparatoria al matrimonio»

MILANO – Una folla di 400 mila fedeli ha partecipato, all’ippodromo di Zagabria, alla messa di Benedetto XVI, uno dei momenti culminanti della sua seconda e ultima giornata di visita in Croazia. Il Papa ha incentrato la sua omelia sul valore della famiglia, ribadendo il «no» della Chiesa alla convivenza. «Non cedete a quella mentalità secolarizzata – ha detto il Pontefice – che propone la convivenza come preparatoria o addirittura sostitutiva del matrimonio». E non riducete l’amore, è stato l’invito di Ratzinger, a «emozione sentimentale», a «pulsioni». Per il Santo Padre la famiglia fondata sul matrimonio, il cui valore è «unico e insostituibile», è esposta «a una crescente disgregazione» mentre in realtà rappresenta la via per «vivificare il tessuto sociale».


CONVIVENZA – Coltivando «come ideale il benessere individuale attraverso il consumo di beni materiali ed esperienze effimere», ha detto il Pontefice, «si riduce l’amore a emozione sentimentale e a soddisfazione di pulsioni istintive, senza impegnarsi a costruire legami duraturi e senza apertura alla vita. Siamo chiamati a contrastare questa mentalità ». Ovunque – ha rimarcato il Papa – la famiglia «deve affrontare difficoltà e minacce, quindi ha particolare bisogno di essere evangelizzata e sostenuta». Anche perchè la famiglia «è la strada fondamentale» «per vivificare il tessuto sociale del Paese», oltre che la Chiesa.
(dl Corsera del 5 giugno 2011)

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz

monariNella nostra parrocchia si parla di Unità Pastorale (con S.Antonio e S.Anna) da almeno 10 anni. Si sono fatti anche esperimenti non sempre ben riusciti ed ora il ns Vescovo ribadisce, sia chiaro per l’intera Diocesi, il maturare di queste “nuove” forme di pastorale visti i tempi nei quali esiste la “trasversalità ” di partecipazione ed annuncio e, non secondaria, la mancanza di nuovi pastori. Nell’articolo del Giornale di Brescia di oggi 30.06.2011 si dice, anche se velatamente, che per questa scelta, se necessario, potrebbe “essere emanato un decreto vescovile”, ovvero, imposta d’ufficio ma per ora, si preferisce ancora far partecipare e condividere al popolo cristiano questo cammino verso l’unità.

Dal Giornale di Brescia

“Il problema è impostare la pastorale su una base territoriale più ampia dell’attuale, con tutto quello che ne deriva (perché non si tratta di un mero allargamento territoriale); il metodo è il Sinodo, che significa «andare insieme, ritrovarsi tutti» per prendere decisioni condivise; la conclusione sarà un decreto del Vescovo che imposterà appunto la pastorale tenendo conto delle indicazioni ricevute.
Dal Salone dei Vescovi della Curia – i cui affreschi, a guardar bene come fa il direttore del Museo diocesano don Giuseppe Fusari, raccontano la storia della Chiesa bresciana – monsignor Luciano Monari presenta il Sinodo sulle Unità pastorali che prenderà il via in settembre, ventottesimo per la nostra chiesa – l’ultimo risale al 1978. A lanciarlo sarà l’Agorà della Diocesi di Brescia, momento iniziale dell’anno pastorale (del quale riferiamo nell’articolo in alto a destra). Ma di fatto «il Sinodo è già cominciato», come dice don Adriano Bianchi, direttore dell’Ufficio per le Comunicazioni sociali, introducendo lo strumento per la riflessione e la consultazione diocesana nell’ambito dell’evento: un agile volume dal titolo «Comunità in cammino», a cura della Commissione antepreparatoria del Sinodo presieduta da monsignor Cesare Polvara.
Il Vescovo esordisce osservando come per secoli la pastorale si sia fondata sullo stretto rapporto tra parroco e parrocchia: «Uno schema preziosissimo» che ha garantito «una presenza capillare sul territorio» e prodotto «parroci santi nella dedizione totale alla parrocchia». Ma, ha continuato monsignor Monari, «ora serve qualcosa di nuovo». I motivi sono tre: la minor stabilità delle persone; la maggior complessità della pastorale; e il problema della diminuzione dei preti. È quindi necessario «impostare la pastorale facendo riferimento a un contesto più ampio di quello parrocchiale, ovvero sull’unità pastorale, mettendo insieme un certo numero di parrocchie omogenee».
Non vuol dire, precisa il Vescovo, cambiare lo status delle parrocchie, ma instaurare «relazioni e collaborazioni», insomma di lavorare «a livelli diversi». Perché «il mondo non è più quello ottocentesco: oggi la vita è molto più mobile e i punti di riferimento si sono moltiplicati». Si tratta allora di «ripensare tutta quella pastorale che può avere un significato nuovo a livello di unità interparrocchiale». Coinvolgendo «preti e diaconi, religiosi e laici che operano su un certo territorio».
Quanto al metodo per perseguire questo rinnovamento, monsignor Monari spiega che potrebbe essere emanato un decreto vescovile per l’istituzione delle unità pastorali. «Ma credo – aggiunge – che sia molto meglio riprendere l’antica tradizione dei sinodi per cui le cose che riguardano tutti sono decise da tutti». Il traguardo di questo cammino – di questo «andare insieme» che è il Sinodo come «strumento concreto» – sarà certo un decreto con una firma. A costruirlo, però, saranno stati tanti.
Francesca Sandrini”

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz

conf_don_fulvio

SALUTO A d.FULVIO – Giornale di Brescia 10.09.2011

LE FOTO DEL SALUTO SONO ON LINE

E’ cosa ufficiale e non più ufficiosa… don Fulvio Parroco della comunità di San Giacomo ci lascia per continuare il cammino Pastorale nella parrocchia di Castegnato. Ci sarà tutto il tempo necessario e dovuto per salutarlo nel giusto modo, ma da questo sito cominciamo a fare, spero insieme, qualche riflessione non tanto sul passato quanto sul futuro. Quello che veramente lascia un prete in una parrocchia che ha guidato per anni, credo, non debba essere misurato dai metri quadri rifatti e rimessi a nuovo ma dalla qualità di relazione con Dio che questi uomini inviati dal Signore, hanno suscitato in noi tutti: è questo, francamente, è cosa difficile da calcolare con il solo metro della ragione.

Il prossimo futuro, almeno in questo momento, è una nuvola imperscrutabile che non ci lascia intravedere soluzioni certe… E’ da tempo che la nostra gioventù,a d esempio,  ha bisogno di guide molto presenti (con ciò nulla tolgo al nostro don Fulvio che sempre con generosità, si è fatto in tante persone per coprire le mille necessità di tutti), che sappiano indicare e spiegare, nei momenti di incertezza e di scelta, quelle vie, anche difficili e controcorrente che sempre ci mostra Gesù di Nazaret. Preghiamo, per questo, chi ha la responsabilità di decisione, di agire con vero discernimento cristiano e di ascoltare, e ve n’è urgenza e bisogno, anche i “piccoli” consigli dei “poveri”  laici. Comunque ci affidiamo alla Provvidenza.

don RaffaeleAnche don Raffaele Donneschi, che ha camminato con noi aiutandoci e sostenendoci in tante occasioni, lascia l’incarico Pastorale a San Giacomo per altra destinazione. Naturalmente lo ringraziamo per la sua attenzione, i suoi insegnamenti e la sua carica umana e gli auguriamo di continuare proficuamente l’incarico che il nostro Vescovo gli ha affidato.


Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz

don_mangeriDON GIANLUCA MANGERI
da Isorella
È entrato in Seminario nel 2004 (Cvg). Dal 2005 al 2008 ha svolto servizio pastorale a Quinzano d’Oglio; presso la Domus Salutis di Brescia, presso l’unità pastorale dell’Oltremella (Brescia). Nel 2008/09 è prefetto nella Cvg-propedeutica; nel 2009/10 è stato in servizio pastorale a Marone, comunità in cui è rimasto nel 2010/11 come diacono. Laureato in Medcina e chirurgia e specialità in Oncologia.
É stato nominato Vicario Parrocchiale delle Parrocchie di Sant’Anna e Sant’Antonio in Brescia e “addetto” alla Pastorale Giovanile anche della Parrocchia di San Giacomo in Brescia.

click qui per intervista su teletutto

BENVENUTO DON GIANLUCA!!!


Don Gianluca racconta la sua esperienza umana di medico e prossimo sacerdote, in Burundi tra i poveri, sulla rivista Kiremba dell’aprile 2007

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz

sacerdoteRiprendiamo il comunicato così come è dal sito della Diocesi di Brescia:

“Il rev.do sac. don Alfio Bordiga, già Cappellano emigranti in Germania, farà l’ingresso in Parrocchia Domenica 18 settembre.”

BENVENUTO don ALFIO!

don Alfio e don Gianluca faranno il loro ingresso in Parrocchia con la celebrazione della S.Messa di Domenica 18 settembre alle ore 18.15

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz

iciQuante stupidaggini e cattiverie si leggono in particolar modo sul web; sarebbe meglio, prima di parlare, informarsi, riflettere e poi trarre conclusioni. Mi riferisco alla vecchia storia che i cosidetti laicisti, il più delle volte in mala fede, portano avanti nei riguardi della Chiesa rea di non pagare le tasse e di frodare il popolo italico. Leggi qui . La mia esperienza si basa sulla realtà locale che conosco praticamente da sempre. Non ho mai visto “rubare” un soldo al popolo cristiano e non: ho sempre visto tanti volontari ( e ci infilo anche i preti) che, in nome della propria fede, hanno donato tempo e risorse a TUTTI senza chiedere in cambio un solo euro. Finisco con questa piccola riflessione: se il comune di Brescia (solo per esempio) dovesse mettere in piedi le attività ricreative estive (i grest) quanto gli costerebbe? E quanto risparmia invece? A quelli che sanno fare i calcoli solo in un senso lascio l’arduo compito.   Informati anche qui

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz
EPSN0035

don Alfio e don Gianluca

Da Venerdì 23 settembre a Domenica 25 settembre ci sarà la Festa dell’Oratorio di San Giacomo.

Tutte le sere stand gastronomico, partite di calcio, pallavolo, stand del Coro Arcobaleno e tanti giochi per tutti.

Sabato pomeriggio dalle ore 16.00, Domenica mattina e pomeriggio  si raccoglieranno le iscrizioni al Catechismo 2011-2012

Sabato 24 ore 20.00 : Spettacolo  ”Via del Vento” : “Quando un gruppo di ragazzi e ragazze con la passione per la giocoleria e per lo spettacolo si trovano e decido di crearne uno show il risultato puo’ solo essere divertente, attivo e sfavillante….”

Domenica ore 10.30 S.Messa.

Sono state pubblicate le fotografie dell’ingresso e della Festa riservata a don Alfio e don Gianluca. Le trovi nella sezione foto->parrocchia

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz

Il catechismo per i ragazzi è  iniziato:

catechismoSABATO 8 OTTOBRE alle ore 14.30

I calendari degli incontri ICFR per i genitori sono on-line

SABATO 8  OTTOBRE 2011 ore 15.00 c/o la Parrocchia di S.Giacomo si terrà l’incontro informativo per i genitori ICFR dei bambini della I elementare

SABATO 29 ottobre NON ci sarà il Catechismo dei Ragazzi. I catechisti sono invitati alle ore 15.00 in Parrocchia per un momento di MAGISTERO e di verifica

Domenica 2 ottobre E’ iniziata la Catechesi Classi III Media-I e II sup.

SE TROVATE ERRORI NEI CALENDARI ICFR SEGNALATE  a: info@parrsangiacomo.it  solo così farete un servizio a tutti.

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz

A S.Giovanni – Gisse Valle Aurina (BZ) – Per tutte le famiglie e collaboratori dell’oratorio. Casa Frohsinn in autogestione – 50 posti letto – 2 località sciistiche vicino alla casa. Prezzo indicativo 135€ a persona con sconti per famiglia.  ISCRIZIONI SOLO inviando email a : mancio3012@libero.it
fino esaurimento posti. Iscrizioni dal 1 ottobre per famiglie e collaboratori parr san giacomo – dal 7 ottobre per esterni alla parrocchia.

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz
La verità custodita nelle ore di Cristo
di Ruggero Sangalli
02-04-2011
Curiosando tra i particolari, ogni volta si scopre che il vangelo è prodigo di informazioni cronologiche, in
buona armonia tra i quattro testi canonici.
Le informazioni storiche incrociabili con quelle di fonti extra-evangeliche hanno portato ad individuare
con sicurezza gli anni relativi alla successione delle festività ebraiche secondo il calendario lunare. Con
estrema logica riconosciamo il periodo dell’anno cui sono riferiti i vari episodi. Per la Pasqua decisiva di
Gesù c’è un rimando preciso anche ai giorni della settimana.
Non dovrebbe perciò stupire più di tanto la possibilità di addentrarci anche nei dettagli dell’orario in
cui avvennero i fatti: all’epoca in cui Gesù visse i propri anni terreni il tempo era scandito con ordine,
normato da turni di lavoro, da turni militari e dalle regole imposte dal sinedrio e dai romani.
Per il giorno ci si regolava con le meridiane, mentre in assenza di sole esistevano già dei prototipi di orologio ad acqua. Anche senza
ricorrere al massimo delle tecnologie allora disponibili, il tempo era scandito dall’osservazione della natura. Naturalmente se agli equinozi la
lunghezza del “giorno” e della “notte” si equivaleva, con dodici ore ciascuno, a ridosso dei solstizi cambiava la durata delle ore diurne rispetto
a quelle notturne.
In riferimento ad ore del “giorno” il vangelo ci lascia ricordi indelebili di memorie personali come ad esempio quelle di Giovanni quando
conobbe Gesù (Gv 1,39), nell’ora decima, alle quattro del pomeriggio. Nel vangelo di Matteo c’è la scansione della giornata lavorativa (Mt
20,1-9), dallo spuntar del sole, passando per le “assunzioni” dell’ora terza, della sesta, della nona, fino a quelle dell’undicesima ora.  E’ ancora
la logica della “diurna laus”: lodi, ora media, vesperi, compieta.
Le ore della “notte” erano invece suddivise in quattro vigilie o veglie, necessarie per ritmare i turni di guardia delle sentinelle. Ne troviamo
traccia anche nel vangelo di Matteo a proposito della navigazione notturna dopo la prima moltiplicazione dei pani e dei pesci (Mt 14,25): Gesù
camminò sulle acque alla quarta vigilia della notte.
Di questa turnazione notturna ci parla Gesù stesso (Mc 13,35-37) specificandone lo svolgersi: sera, mezzanotte, canto del gallo e mattina.
Questo standard, variabile nel numero di minuti a seconda delle stagioni, ma immutabile nei ritmi, prevedeva una prima veglia dalle 18 alle 21,
poi una seconda fino alla mezzanotte, una terza fino al canto del gallo (che i romani chiamavano gallicinium) ed una quarta fino al mattino,
cioè quando iniziava l’ora “prima” delle dodici che scandivano il giorno.
All’interno delle “veglie” lunghe circa tre ore il tempo aveva delle peculiarità proprie. In particolare nella “quarta vigilia”, che per semplicità
consideriamo tra le 3 e le 6, distinguiamo il periodo tra il primo canto del gallo (circa le 3 del mattino) ed il secondo canto (che i romani
chiamavano canticinium): si comprende meglio il senso del dettaglio che troviamo nel vangelo di Marco (Mc 14,72)  quando racconta il
rinnegamento di Pietro, maturato tra le 3 e la 4 del mattino, annotandosi con scrupolo: “prima che il gallo canti una seconda volta”. Pietro non
si è dimenticato nulla di quella nottata: in questo caso il vangelo di Marco (le memorie di Pietro), è il più particolareggiato.
L’osservazione accurata delle ultime ore della notte, nell’articolato susseguirsi dei fenomeni naturali (l’aurora, l’alba, il sorgere del sole ed
il mattino non sono semplicisticamente dei sinonimi), associa caratteristiche proprie ai primi chiarori (per i romani il diluculum, dopo le 4), cui fa
seguito una progressiva luminosità (l’albeggiare, tra le 5 e le 6) che termina con il sorgere vero e proprio del sole (alle 6 circa), che avviene
circa un’ora dopo il diluculum. Niente di sorprendente per contadini, pescatori, operai e sentinelle; certamente ostico per esegeti salottieri che
si alzino tardi.
Tutto questo è per descrivere la “teoria”: passando al caso concreto, cioè indagando il luogo ed i giorni attorno al 14 nisan, 1 aprile del 33
d.C., è interessante sapere che a Gerusalemme, proprio in questi giorni, il sole sorge alle 5,30: quindi il diluculum è attorno alle 4,30. E’
questo l’orario in cui, la domenica, le donne si mossero da casa per raggiungere il sepolcro, trovandolo vuoto.
Regolando le nostre attuali lancette sul canto del gallo udito da Pietro, possiamo ragionevolmente immaginare che il rinnegamento sia
avvenuto prima delle 4 del mattino, sul finire del buio, nelle prime ore del venerdì che noi oggi facciamo iniziare a mezzanotte. Di
conseguenza il processo davanti al sommo sacerdote è da situare in piena notte, durante la “terza vigilia”.
Nei vangeli abbondano i particolari significativi sul seguito di queste drammatiche ore. Matteo (Mt 27,1) scrive che fattosi giorno (circa alle
6) ci fu un’assemblea che deliberò di condurre Gesù da Pilato. Subito dopo Giuda va a suicidarsi. Per i romani il “mattino” era il periodo tra le
6 e le 9.
Anche per Marco (Mc 15,1) la ricostruzione collima. L’ora terza in cui Marco pone la crocifissione (Mc 15,25) non indicherebbe in realtà
l’innalzamento della croce sul Calvario, ma la deliberazione di Pilato di crocifiggere Gesù dopo averlo fatto flagellare: è l’ora della condanna, le
9 del mattino.
Nel vangelo di Luca, tra le 6 e le 9, un tempo comunque sufficiente per il compiersi dei fatti descritti dagli evangelisti, Gesù viene anche
condotto da Erode Antipa (Lc 23,7-11).
Nel vangelo di Giovanni, storicissimo come gli altri, la descrizione degli eventi è del tutto coerente: era già sorto il sole quando Gesù fu

di Ruggero Sangalli 02-04-2011 dal sito: labussolaquotidiana

Cristo di Santa CaterinaCuriosando tra i particolari, ogni volta si scopre che il vangelo è prodigo di informazioni cronologiche, inbuona armonia tra i quattro testi canonici. Le informazioni storiche incrociabili con quelle di fonti extra-evangeliche hanno portato ad individuare con sicurezza gli anni relativi alla successionedelle festività ebraiche secondo il calendario lunare. Con estrema logica riconosciamo il periodo dell’anno cui sono riferiti i vari episodi. Per la Pasqua decisiva di Gesù c’è un rimando preciso anche ai giorni della settimana.

Non dovrebbe perciò stupire più di tanto la possibilità di addentrarci anche nei dettagli dell’orario in cui avvennero i fatti: all’epoca in cui Gesù visse i propri anni terreni il tempo era scandito con ordine, normato da turni di lavoro, da turni militari e dalle regole imposte dal sinedrio e dai romani. Per il giorno ci si regolava con le meridiane, mentre in assenza di sole esistevano già dei prototipi di orologio ad acqua. Anche senza ricorrere al massimo delle tecnologie allora disponibili, il tempo era scandito dall’osservazione della natura. Naturalmente se agli equinozi la lunghezza del “giorno” e della “notte” si equivaleva, con dodici ore ciascuno, a ridosso dei solstizi cambiava la durata delle ore diurne rispetto a quelle notturne.

Leggi il resto di questo articolo »

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz

logoINCONTRI FORMATIVI PER ADULTI

“Il prossimo Incontro Mondiale delle Famiglie costituisce un’occasione privilegiata per ripensare il lavoro e la festa nella prospettiva di una famiglia unita e aperta alla vita, ben inserita nella società e nella Chiesa, attenta alla qualità delle relazioni oltre che all’economia dello stesso nucleo familiare.” Benedetto XVI

FORMAZIONE PER FAMIGLIE

Oratorio di San Giacomo
Mercoledì 26 ottobre ore 20.30
“Il lavoro risorsa e sfida per la famiglia” Relatore Mons. Serafino Corti
ASCOLTA L’AUDIO  (vedi menù a destra)

Oratorio di San Giacomo
Mercoledì 9 novembre ore 20.30
“La famiglia anima della società” Relatore don Giorgio Comini
ASCOLTA L’AUDIO  (vedi menù a destra)

Cinema Colonna – Parrocchia di Sant’Antonio Via Chiusure
Giovedì 24 novembre ore 20.30
“La festa, tempo per il Signore, per la famiglia e per la comunità” Relatrice Dott.ssa Elena Pellegrini

vedi anche il sito sulla famiglia: clickqui

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz

mi-piace-facebookLasciati «taggare» da Dio. L’invito, che può suonare un po’ criptico ai digiuni del Web 2.0, è invece risultato azzeccato per coinvolgere i ragazzi dell’oratorio della parrocchia di San Pietro a Iolo nella diocesi di Prato. L’idea è semplice: aprire una pagina Facebook chiamata «FaceGod» nella quale tutti giorni di Natale, dalla prima domenica d’Avvento fino all’Epifania, viene «postato» un brano di Vangelo e un piccolo commento. «Ogni anno per vivere i tempi forti in modo speciale, consegnavamo ai ragazzi un libretto di preghiere quotidiane – spiega l’amministratrice della pagina Diletta Lombardi – ma ci siamo accorti che l’idea era ormai passata. La maggior parte dei libretti restava sui comodini. Allora abbiamo preso spunto da una frase di don Bosco che dice ‘amate ciò che più piace ai giovani’ e abbiamo deciso di avvicinarci all’universo Facebook.

Quasi tutti i ragazzi dell’oratorio hanno un proprio account e lo usano quotidianamente. Dunque perché non metterci anche il Vangelo?». Nella pagina, oltre alla Parola di Dio, sono caricati video sui temi del Natale natalizi e alcune immagini. L’idea è piaciuta non solo ai ragazzi, circa 120, dai 13 ai 25 anni, che frequentano la parrocchia, ma anche ai genitori. «Grazie ai social network – dicono Marcello e Chiara D’Aloia, la giovane coppia di sposi responsabile dell’oratorio – cerchiamo di far comunicare genitori e figli sulle esperienze che vivono con noi». I due si riferiscono al blog aperto nei giorni del campo scuola organizzato nei mesi estivi. Ogni sera con foto e post, i ragazzi raccontavano lo svolgimento della vacanza parrocchiale sulle Dolomiti, dai temi di riflessione alle gite. Dopo un’escursione con arrampicata, uno dei ragazzi ha caricato una foto di una discesa in corda doppia, con sospensione nel vuoto. Un genitore ha commentato: «Ci fate rimanere di sasso!». Impressioni e immagini venivano inserite insieme a Marcello. «Decidevamo insieme cosa raccontare, questo ci è servito per rielaborare quanto avevano appena vissuto. E poi – aggiunge l’educatore – usare insieme le nuove tecnologie educa ad un uso corretto di questi strumenti. Non sempre i ragazzi hanno chiaro quale impatto possono avere i nuovi media nella loro vita».
Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz

dal GIORNALE DI BRESCIA del 7.01.2012 – foto di Pierre Putelli per il Giornale di brescia

Foto Giornale di brescia - Pierre Putelli

Foto Giornale di brescia - Pierre Putelli

Si chiama Perpetual ed è una bimba che nella notte tra venerdì e sabato due poliziotti hanno fatto nascere in strada, aiutando la mamma, in via Milano.

La storia a lieto fine, che sembra quasi una favola, ha visto protagonisti due uomini della Volante: l’agente scelto Marco di Censo, 30 anni e l’agente Alessio Fasano, di 28. Entrambi non hanno figli, ma da questa notte sono virtualmente i papà della piccola Perpetual, che è in ottima forma e pesa tre chili e 100 grammi.

Tutto inizia nella notte tra venerdì e sabato in via Milano a Brescia all’altezza del civico 164: i due agenti vedono accasciata sul marciapiede una ragazza ghanese di 34 anni al cui fianco si trova un uomo, il marito. La donna è sanguinante e così i due della Volante si fermano e scendono con le manette, pensando a una rapina. In pochissimo però si accorgono che la donna sta per partorire.

Subito viene chiamato il 118, ma nel giro di cinque minuti Marco e Alessio si trasformano in infermieri e fanno nascere Perpetual. Così, quando l’ambulanza arriva, mamma e piccolina sono avvolte nei giubbini dei due agenti, in buone condizioni. Perpetual è la quarta figlia della coppia ghanese, in Italia da sei anni

«È stato l’intervento più bello della mia vita» ha raccontato l’agente scelto Marco Di Censo, che con il collega in un primo momento pensava di trovarsi di fronte a una rapina. «Ma una volta capito cosa stava succedendo – hanno raccontato gli agenti – abbiamo mantenuto calma e sangue freddo e siamo intervenuti». «Neppure il tempo di chiamare l’ambulanza e la bambina è nata» ha detto invece un emozionato Peter Appiah, il padre 38enne: «Ringrazio la polizia, ora mia moglie e la bambina stanno bene».

Perpetual è nata nel territorio della Parrocchia di San Giacomo,  facciamo a lei e ai suoi genitori mille auguri di felicità e speriamo di conoscerla. In questi giorni di festa per la nascita di Gesù, quale miglior regalo per la nostra comunità una venuta al mondo così speciale?

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz

pioggia-meteore…di lettera aperta, e che nessuno si senta chiamato in causa e si offenda: per carità!

Qualche tempo fa, se non ricordo male, sulle reti di mediaset, girava un programmino semplice semplice che ricordava quei cantanti o attori, insomma gente che qualche anno prima era “telegenica”, ovvero aveva una certa visibilità televisiva, ma che, abbastanza velocemente era sparita dalla magica scatola della TV. Chi ricorderebbe un certo Pilade? e il cantante Ugolino? e Sammy Barbot? per non dire di tanti altri che non mi vengono in mente… Il titolo della trasmissione era “Meteore”, proprio a significare il repentino e veloce passaggio sulla scena di questi personaggi.

Tutto questo sproloquio perchè? Beh anche nella nostra Parrocchia succede da tempo la stessa cosa. Ogni tanto mi vengono in mente ragazzi ma anche adulti o intere famiglie che hanno condiviso con la comunità parrocchiale tante vicende, tante situazioni: celebrazioni, feste, ritiri, cresime, matrimoni, recital… Eppure tanti come meteore , il più delle volte senza una parola, dopo anni di “amicizia” , se ne sono andati, in genere dopo che i più giovani hanno completato, si fa per dire, il proprio curriculum religioso…

Care “meteore” non avete un po’ di nostalgia? Mi (Ci)  piacerebbe ancora reincontrarvi e vivere con voi qualche momento di condivisione: ritornate!  vi aspettiamo!  (anto)

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz

Sono state aggiunte nella sezione oratorio le foto della montagna invernale in Valle Aurina!!!

Un saluto a tutti

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz

INTERVISTA AL VESCOVO DI BRESCIA di Corriere della Sera Brescia : Massimo Tedeschi

In tempi di penuria di guide, di maestri di vita, di autorità

Luciano Monarimorali, in tanti — non solo cattolici — guardano a lui. All’inquilino del primo piano di piazzetta Vescovado. Al biblista di scuola martiniana giunto a Brescia il 14 ottobre del 2007 e impostosi per la cultura vasta, l’intelligenza acuta, la misura e la nettezza delle prese di posizione su temi spinosi. Monsignor Luciano Monari, che compirà 70 anni il prossimo 28 marzo, non si sottrae a questo ruolo. Senza protagonismo. Senza rinunciare a uno sguardo paterno ma critico sulla “sua” Chiesa. E sulla terra che l’ha adottato, e che lui ha adottato, da quasi cinque anni.

Sulla facciata della Loggia c’è il motto che celebra Brescia fedele alla fede e alla giustizia. Qual è lo stato di salute della fede a Brescia?
Nel Vangelo Gesù si chiede: «Il figlio dell’uomo, quando tornerà, troverà la fede?». La fede non si può mai dare per scontata. Mentre la dimensione culturale della fede può rimanere, non è detto che rimanga anche l’atteggiamento personale. Questo, o rimane sempre nuovo, o si perde.
Ma a Brescia prevale la fede come fatto culturale o la fede come fatto personale?
La gente bresciana in chiesa ci va, la frequenza ai sacramenti e in chiesa è buona. In questo risentiamo del vantaggio di una presenza numerosissima di catechisti, di animatori dell’oratorio, di coppie di sposi che incarnano una speranza grande.
Nel suo pensiero c’è un «ma». Quale?
E’ vero che la fede, nell’Occidente contemporaneo, non è tranquilla. Ratzinger, nell’«Introduzione al cristianesimo», paragona la fede a un naufrago aggrappato a un relitto in un oceano in tempesta. Non è una grande sicurezza, ma è l’unica che c’è. Insomma la fede non si può dare per scontata, il futuro richiede una creatività grande. Ora il più problematico per noi è il rapporto con le nuove generazioni, in particolare con le ragazze. In passato sono state una sicurezza nella pratica religiosa, oggi fanno più fatica degli altri.
E l’altra grande, storica fedeltà di Brescia — alla giustizia — regge ancora? O siamo in presenza di una società più ingiusta, con un divario crescente fra ricchi e poveri?
Un ordine di giustizia nella nostra società rimane. E’ vero però che negli ultimi anni il divario fra i primi stipendi e gli ultimi è cresciuto. Oggi fra il manager che gestisce Fiat e Crysler e l’ultimo manovale la distanza è enorme. Questo dipende anche dal fatto che le responsabilità del manager sono immense, ma è pur vero che il senso del benessere personale vale per tutti. Se la società non trova elementi equilibratori, se la legge del mercato non viene corretta, è un problema.
Restiamo in ambito economico: in tempi di sacrifici, molti chiedono alla Chiesa di sopportarne a sua volta. Lei cosa risponde?
Oggi un prete ha un compenso di 900 euro mensili. Un vescovo come me di 1.350 euro. In più, io ho una pensione Inps di 400 euro da quando ho compiuto 65 anni. Immaginare grandi sacrifici su stipendi come questi è difficile. Oppure si potrebbe rinunciare ad alcune cose che la Chiesa fa. Ma quali: i Grest? I restauri dei beni artistici?
Ma la Chiesa paga l’Ici sui suoi immobili?

per continuare la lettura clicqui

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz

dal Giornale di Brescia : Visita di Mons. Luciano Monari, vescovo di Brescia, in Loggia

monariloggia«Ringrazio di cuore il signor sindaco Paroli, la presidente Bordonali e tutti voi per l’invito a parlare in questa sede in occasione della festa dei nostri patroni Faustino e Giovita. Vorrei vivere questo momento con tutta umiltà insieme con voi che amministrate la città per un mandato ricevuto dai cittadini».

Così il vescovo di Brescia mons. Luciano Monari ha salutato il consiglieri riuniti in Loggia per l’incontro organizzato nell’ambito delle celebrazioni per i Santi Patroni Faustino e Giovita. Il vescovo si è rivolto agli amministratori con un lungo discorso sulla concordia – fil rouge delle manifestazioni faustiniane – e sui modi di cooperare al miglioramento della società, con le insidie che ne minano il progresso.

Ecco alcuni estratti del discorso di monsignor Monari.

«Il progresso della società è il risultato cumulativo di una serie di scelte intelligenti e responsabili. Il che significa, evidentemente, che il fattore principale del progresso è la persona umana con la sua intelligenza e la sua libertà. È solo la persona che può decidere e le decisioni sono gli elementi determinanti di ogni progresso. Il problema è che le decisioni siano corrette e buone; e questo richiede alcune condizioni:  un’attenzione leale al mondo nel quale ci muoviamo e l’intelligenza che immagina delle possibilità nuove.  E la capacità di discernere tra le idee luminose quelle che sono anche vere.  Ma ci vuole qualcosa in più. Bisogna imparare ad essere responsabili e cioè a saper valutare esattamente i vantaggi e i costi di ogni scelta».

«Provo a enumerare alcuni degli ostacoli alla crescita. Il primo è l’egoismo, la noncuranza degli altri che nasce dall’illusione che sia possibile progredire personalmente, diventare più ricco o più potente o più famoso. Un secondo pericolo, anche più grave, è quello della fedeltà al proprio gruppo quando si trasforma in ostilità nei confronti dei gruppi alternativi.  n terzo ostacolo al progresso è la tendenza a trascurare gli effetti a lungo termine delle scelte che facciamo. Dunque: egoismo, egoismo di gruppo, miopia del senso comune sono realtà che si oppongono al progresso della società. Bisogna imparare a controllarli e superarli».

LINK AL DISCORSO INTEGRALE DEL VESCOVO

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz
NEWS!
G R E S T 2012

GREST 2012
PREISCRIZIONI CHIUSE

on-line dal 5 maggio2012

LE PREISCRIZIONI ON LINE SONO ESAURITE

Pe richieste NON rivolgersi a d.Alfio ma agli incaricati oppure inviare una email a: info@parrsangiacomo.it - vi risponderemo

Parole chiavi
IN BIBLIOTECA
Collabora anche TU!
Clicca per Pregare
Rubriche
Appuntamenti
Flash MP3 Player JW

Here is the Music Player. You need to installl flash player to show this cool thing!