Storia di San Giacomo

Sulla strada, che uscendo dalla porta occidentale della città, conduceva a Milano, presso il ponte sul Mella, si trovava nel Medioevo l’Ospizio di S.Giacomo. Del complesso assistenziale attualmente rimane soltanto la bella chiesetta romanica, ancora visibile sul fondo di via Milano. L’ospizio è documentato a partire dal XII secolo, ma è probabile sia stato costruito già in età alto medioevale sui resti di una stazione romana. Dai primi documenti sappiamo che, all’inizio del Duecento, il vescovo o i canonici della Cattedrale affidarono l’opera agli Umiliati. Questo ordine religioso era nato nel secolo XII da un movimento riformatore popolare, cioè da vere e proprie associazioni di contadini e piccoli artigiani intenzionati a redimersi attraverso opere religiose, quali l’offerta delle primizie alla Chiesa e l’assistenza agli infermi. L’ospizio detto dei Romei o di S.Giacomo di Galizia veniva retto da una comunità di frates et sorores guidati da un priore. Nel 1274, per esempio, era gestito da cinque converse e cinque confratelli diretti da Giovanni da Cobiado e possedeva numerosi fondi nei quali lavoravano numerose persone alle loro dipendenze. Nel XIV secolo l’ordine degli umiliati declinò rapidamente ed è forse per questo motivo che nel 1334 il vescovo Bernardo Tricarico assegnò l’ospedale ai canonici regolari di .Antonio Viennese che, in seguito nel 1367 fondarono a Brescia, in contrada S.Nazaro, un nuovo ospedale dedicato a S.Antonio. L’ordine degli Antoniani, nato a Vienne nel Delfinato, in Francia, presso un celebre santuario, era specializzato nell’assistenza ai pellegrini e agli ammalati, soprattutto quelli affetti da herpes detto appunto fuoco di S.Antonio. L’ospedale di S.Giacomo dei Romei fu gestito da un precettore aiutato dai canonici dell’ordine e, poiché questi non erano numerosi, venivano affiancati anche da famiglie che si offrivano con tutti i loro beni per servire l’opera caritativa. Più tardi, nei pressi della chiesa , nacque anche una delle più antiche fiere locali che si svolgevano il 25 luglio, festa di S.Giacomo. La fiera venne poi spostata progressivamente sempre più verso la città. Da qui prendeva avvio anche la corsa dei cavalli verso piazza Loggia , che ebbe luogo, con altre gare, il 15 agosto giorno dell’Assunta sino alla fine del Quattrocento. Dopo il periodo medioevale la decadenza di S.Giacomo appare inarrestabile fino alla soppressione decisa dal potere napoleonico nel 1810 anche se la Chiesa continuò ad essere officiata. Alla fine dell’Ottocento diventò proprietà della famiglia Rovetta imparentata con l’ultimo religioso che aveva il compito di custodirla. sgiacomo2Al visitatore attuale rimane la possibilità di ammirare solamente la chiesa di S.Giacomo del Mella che è tutto quel che resta del complesso assistenziale medioevale. L’edificio databile tra la fine del XI e l’inizio del XII secolo, presenta una struttura semplice, ad un’unica navata con copertura a capriate lignee e facciata a capanna con oculo nel mezzo. Ad oriente stupisce la bellezza dell’abside semicircolare costruita in bianco marmo di Botticino. Lesene leggerissime la dividono in cinque scomparti nei quali si aprono eleganti monofore. Il tutto è coronato da archetti pensili e da una cordonatura a dente di sega in cotto che accentua l’effetto charoscurale. La splendida struttura mostra come ancora alla fine del XII secolo si costruisse secondo i canoni romanici. A differenza dell’esterno, l’interno della chiesa è stato quasi totalmente alterato alla fine dell’Ottocento.