SABATO  3 MARZO  ORE  19,30

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INVITO APERTO A TUTTI,ANCHE AI GIOVANI E ADOLESCENTI!!!

MOMENTO DI CONDIVISIONE DI:

-UN PASTO POVERO,MA NON TROPPO,(pasta e fagioli o al pomodoro e i dolcetti missionari)

-DI MOMENTI DI RIFLESSIONE,MA NON TROPPI

-DI TESTIMONIANZE DI DUE  RAGAZZE DELLA NOSTRA PARROCCHIA CHE SONO ANDATE IN TANZANIA L’ESTATE SCORSA.

for (37)IL BELLO DELL’AFRICAfor (28)

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LA REALTA’ DELL’AFRICA

TESTIMONIANZA: L’ESPERIENZA DEL MISSIONARIO DON ALFIO BORDIGA

Berlino (Migranti-press) – “Vado in carcere perché credo che l’uomo immagine di Dio abbia bisogno di essere aiutato a ricrearsi quando si trova in una situazione di bisogno.”

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dal Giornale di Brescia : Visita di Mons. Luciano Monari, vescovo di Brescia, in Loggia

monariloggia«Ringrazio di cuore il signor sindaco Paroli, la presidente Bordonali e tutti voi per l’invito a parlare in questa sede in occasione della festa dei nostri patroni Faustino e Giovita. Vorrei vivere questo momento con tutta umiltà insieme con voi che amministrate la città per un mandato ricevuto dai cittadini».

Così il vescovo di Brescia mons. Luciano Monari ha salutato il consiglieri riuniti in Loggia per l’incontro organizzato nell’ambito delle celebrazioni per i Santi Patroni Faustino e Giovita. Il vescovo si è rivolto agli amministratori con un lungo discorso sulla concordia – fil rouge delle manifestazioni faustiniane – e sui modi di cooperare al miglioramento della società, con le insidie che ne minano il progresso.

Ecco alcuni estratti del discorso di monsignor Monari.

«Il progresso della società è il risultato cumulativo di una serie di scelte intelligenti e responsabili. Il che significa, evidentemente, che il fattore principale del progresso è la persona umana con la sua intelligenza e la sua libertà. È solo la persona che può decidere e le decisioni sono gli elementi determinanti di ogni progresso. Il problema è che le decisioni siano corrette e buone; e questo richiede alcune condizioni:  un’attenzione leale al mondo nel quale ci muoviamo e l’intelligenza che immagina delle possibilità nuove.  E la capacità di discernere tra le idee luminose quelle che sono anche vere.  Ma ci vuole qualcosa in più. Bisogna imparare ad essere responsabili e cioè a saper valutare esattamente i vantaggi e i costi di ogni scelta».

«Provo a enumerare alcuni degli ostacoli alla crescita. Il primo è l’egoismo, la noncuranza degli altri che nasce dall’illusione che sia possibile progredire personalmente, diventare più ricco o più potente o più famoso. Un secondo pericolo, anche più grave, è quello della fedeltà al proprio gruppo quando si trasforma in ostilità nei confronti dei gruppi alternativi.  n terzo ostacolo al progresso è la tendenza a trascurare gli effetti a lungo termine delle scelte che facciamo. Dunque: egoismo, egoismo di gruppo, miopia del senso comune sono realtà che si oppongono al progresso della società. Bisogna imparare a controllarli e superarli».

LINK AL DISCORSO INTEGRALE DEL VESCOVO

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INTERVISTA AL VESCOVO DI BRESCIA di Corriere della Sera Brescia : Massimo Tedeschi

In tempi di penuria di guide, di maestri di vita, di autorità

Luciano Monarimorali, in tanti — non solo cattolici — guardano a lui. All’inquilino del primo piano di piazzetta Vescovado. Al biblista di scuola martiniana giunto a Brescia il 14 ottobre del 2007 e impostosi per la cultura vasta, l’intelligenza acuta, la misura e la nettezza delle prese di posizione su temi spinosi. Monsignor Luciano Monari, che compirà 70 anni il prossimo 28 marzo, non si sottrae a questo ruolo. Senza protagonismo. Senza rinunciare a uno sguardo paterno ma critico sulla “sua” Chiesa. E sulla terra che l’ha adottato, e che lui ha adottato, da quasi cinque anni.

Sulla facciata della Loggia c’è il motto che celebra Brescia fedele alla fede e alla giustizia. Qual è lo stato di salute della fede a Brescia?
Nel Vangelo Gesù si chiede: «Il figlio dell’uomo, quando tornerà, troverà la fede?». La fede non si può mai dare per scontata. Mentre la dimensione culturale della fede può rimanere, non è detto che rimanga anche l’atteggiamento personale. Questo, o rimane sempre nuovo, o si perde.
Ma a Brescia prevale la fede come fatto culturale o la fede come fatto personale?
La gente bresciana in chiesa ci va, la frequenza ai sacramenti e in chiesa è buona. In questo risentiamo del vantaggio di una presenza numerosissima di catechisti, di animatori dell’oratorio, di coppie di sposi che incarnano una speranza grande.
Nel suo pensiero c’è un «ma». Quale?
E’ vero che la fede, nell’Occidente contemporaneo, non è tranquilla. Ratzinger, nell’«Introduzione al cristianesimo», paragona la fede a un naufrago aggrappato a un relitto in un oceano in tempesta. Non è una grande sicurezza, ma è l’unica che c’è. Insomma la fede non si può dare per scontata, il futuro richiede una creatività grande. Ora il più problematico per noi è il rapporto con le nuove generazioni, in particolare con le ragazze. In passato sono state una sicurezza nella pratica religiosa, oggi fanno più fatica degli altri.
E l’altra grande, storica fedeltà di Brescia — alla giustizia — regge ancora? O siamo in presenza di una società più ingiusta, con un divario crescente fra ricchi e poveri?
Un ordine di giustizia nella nostra società rimane. E’ vero però che negli ultimi anni il divario fra i primi stipendi e gli ultimi è cresciuto. Oggi fra il manager che gestisce Fiat e Crysler e l’ultimo manovale la distanza è enorme. Questo dipende anche dal fatto che le responsabilità del manager sono immense, ma è pur vero che il senso del benessere personale vale per tutti. Se la società non trova elementi equilibratori, se la legge del mercato non viene corretta, è un problema.
Restiamo in ambito economico: in tempi di sacrifici, molti chiedono alla Chiesa di sopportarne a sua volta. Lei cosa risponde?
Oggi un prete ha un compenso di 900 euro mensili. Un vescovo come me di 1.350 euro. In più, io ho una pensione Inps di 400 euro da quando ho compiuto 65 anni. Immaginare grandi sacrifici su stipendi come questi è difficile. Oppure si potrebbe rinunciare ad alcune cose che la Chiesa fa. Ma quali: i Grest? I restauri dei beni artistici?
Ma la Chiesa paga l’Ici sui suoi immobili?

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Sono state aggiunte nella sezione oratorio le foto della montagna invernale in Valle Aurina!!!

Un saluto a tutti

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