Parrocchia S. Giacomo Brescia - Unità Pastorale "Card.Parroco G.Bevilacqua"
Parrocchia S. Giacomo Brescia - Costituzione Unità Pastorale 5 giugno 2016
Parrocchia S. Giacomo Brescia - La Comunità
Parrocchia S. Giacomo Brescia - La Catechesi
Parrocchia S.Giacomo Brescia - La Preghiera
Parrocchia S.Giacomo Brescia - L'Oratorio
Parrocchia S.Giacomo Brescia - La Carità
Parrocchia S.Giacomo Brescia - La Liturgia
Parrocchia S.Giacomo Brescia - L'Eucarestia
Parrocchia S.Giacomo Brescia - La Storia

PROSSIMI APPUNTAMENTI

5-8.giugno 2017 - Gita a Firenze-Camaldoli-Pisa-Lucca-San Gimignano
per Info rivolgersi a don Faustino
Opere Misericordia Corporali
1. Alloggiare i Pellegrini
2. Dar da bere agli assetati
3. Seppellire i morti
4. Visitare gli infermi e gli ammalati
5. Vestire gli ignudi
6. Visitare i carcerati
7. Dar da mangiare agli affamati
Opere di Misericordia Spirituali
1 - Consigliare i dubbiosi
2 - Insegnare agli ignoranti
3 - Ammonire i peccatori
4 - Consolare gli afflitti
5 - Perdonare le offese
6 - Sopportare pazientemente le persone moleste
7 - Pregare Dio per i vivi e per i morti
L'ho incontrato: non c'è amore più grande
Cosa vuol dire evangelizzare all'interno dell'oratorio? A questa domanda vuole rispondere l'itinerario oratoriano 2016/17 dal titolo "L'ho incontrato. Non c'è amore più grande!"

Evangelii Gaudium : testo completo in PDF

imagesQui puoi scaricare o leggere direttamente
l'Esortazione Apostolica "Evangelii Gaudium"

Riprendendo i risultati del Sinodo 2012 sulla Nuova Evangelizzazione Papa Francesco ci ha donato un documento con il quale vuole sollecitare la Chiesa a impegnarsi con vigore nella missione. Il testo, piuttosto lungo e articolato (sono cinque capitoli), porta il singolare stile al quale il Papa attuale ci ha abituato: immediato, provocatorio, stimolante, volto alla fiducia. Quest’ultima caratteristica non nasce da ingenuo ottimismo, bensì dalla convinzione che il Vangelo è una buona notizia, capace di introdurre la gioia nella vita di coloro che si aprono all’incontro con Gesù. È appunto questo l’avvio che dà il titolo al documento: la gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù. Se la Chiesa è chiamata a portare il Vangelo, contribuisce a vincere la tristezza che connota anche il mondo attuale, il quale sembra diventato triste perché in esso molte persone hanno un cuore avaro e comodo, sono alla ricerca di piaceri superficiali: infatti «quando la vita interiore si chiude nei propri interessi non vi è più spazio per gli altri, non entrano più i poveri, non si ascolta più la voce di Dio, non si gode più della dolce gioia del suo amore, non palpita l’entusiasmo di fare il bene» (n. 2). Diagnosi impietosa, segno di occhi offuscati dal pessimismo e perfino dal risentimento? Si tratta piuttosto di constatazione sulla quale sarebbe difficile non consentire.

Certo, il Papa non vuole fare diagnosi di carattere sociologico - lo dichiara espressamente - ma non può chiudere gli occhi sulla situazione del mondo attuale, anche per scuotere la Chiesa che potrebbe rassegnarsi di fronte alle difficoltà dell’annuncio del Vangelo e quindi chiudersi in se stessa. Francesco non vuole una Chiesa intimorita e chiusa nel suo recinto: sarebbe una Chiesa che non corrisponde al Vangelo che deve annunciare. A fronte di quanti vorrebbero rimpiangere il passato, e quindi bloccarsi su forme ormai divenute inefficaci, ripete quanto dichiarava quando era vescovo di Buenos Aires: «preferisco una Chiesa accidentata, ferita e sporca per essere uscita per le strade, piuttosto che una Chiesa malata per la chiusura e la comodità di aggrapparsi alle proprie sicurezze» (n. 49). La Chiesa non deve avere paura di esporsi alla missione; deve avere paura di rinchiudersi in strutture che danno «una falsa protezione», in norme che «trasformano in giudici implacabili», in abitudini nelle quali ci si sente tranquilli, mentre fuori c’è una moltitudine affamata e Gesù ci ripete senza sosta: «Voi stessi date loro da mangiare (Mc 6,37)» (n. 49). In tal modo Papa Francesco vuol liberare la verità del Vangelo da tanti orpelli che lungo i secoli si sono accumulati sulla verità. E ciò affinché il Vangelo ridiventi buona notizia che produce la gioia di un cuore dilatato dall’amore di Dio, quello apparso in Gesù. È questo il senso delle espressioni che Papa Francesco utilizza frequentemente e purtroppo sono diventate semplici slogan: «una Chiesa in uscita», «andare nelle periferie esistenziali». Lo scopo della Chiesa tutta e di ogni realizzazione di essa, anche parrocchiale, è immergersi nella condizione delle persone umane, soprattutto di quelle poverWe, per far percepire che il Vangelo è per loro, è buona notizia perché rivela l’interesse di Dio per loro. Si tratta di mettere in atto processi di conversione, che facciano uscire da schemi noti: la missione richiede creatività intelligente. E tutti i cristiani sono chiamati a diventare protagonisti, superando ogni forma di pigrizia. Ovvio che per avvertire l’impegno missionario si richiede essere anzitutto discepoli, cioè essersi incontrati con l’amore di Dio in Cristo Gesù. Il Papa lo richiama con forza invitando a guardare ai primi discepoli di Gesù, “che immediatamente dopo aver conosciuto lo sguardo di Gesù andavano a proclamarlo con gioia: «Abbiamo incontrato il Messia (Gv 1,41)» (n. 120). La consapevolezza di essere tutti evangelizzatori è l’autentico segno dell’incontro con Gesù. Una sfida che fa crescere, libera dai lamenti, crea comunione, fa nascere entusiasmo, poiché il Vangelo vissuto e comunicato è fonte di vita bella.  don Giacomo Canobbio

25° di Ordinazione del Parroco d.Faustino Pari

ordinazionedonfaustinopariDon Faustino Pari è originario di Pontevico.
È stato ordinato sacerdote l'8 giugno 1991 dal Vescovo di Brescia Mons. Foresti, vice. parroco. Maria Madre della Chiesa (Casazza), città (1991-1998); vice parroco SS. Nazaro e Celso, città (1998-2004); Responsabile della Segreteria per la Visita Pastorale (2000-2006); parroco “in solidum” S. Anna, città (2005-2008); parroco S. Antonio di Padova, città dal 2004; parroco S. Anna, città dal 2008; parroco S. Giacomo, città dal 2013; coordinatore Unità past. Card. Parroco Giulio Bevilacqua dal 2016.

Missioni

  • TORNEO DEI RIFUGIATI

    Anche se gli spettatori di S.Giacomo non c’erano(colpa nostra che non l’abbiamo pubblicizzato) il 18 Giugno c’è stata una delle giornate del Torneo dei Rifugiati, iniziativa ideata dal nostro gruppo missionario, ma poi realizzata e impostata da Lorenzo di Casa Marcolini per problemi”assicurativi” e logistici. E’ stato un pomeriggio di Sport con la S perchè […]

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    19.06.2016 – Don Gianmaria ha celebrato la prima messa in UP a San Giacomo

    ordinfrusca0111.06.2016 Dall'Omelia del Vescovo Luciano Monari.

    Cosa può dire un Vescovo che sta per ordinare dei preti? Grazie; grazie anzitutto a Dio, Padre della luce, dal quale viene ogni buon regalo e ogni dono perfetto: Lui solo può suscitare nel cuore dell’uomo un desiderio efficace di mettere in gioco la vita consacrandola al vangelo. Poi grazie alle comunità cristiane che hanno accompagnato questi giovani nel cammino di fede con l’annuncio della parola, con l’insegnamento della fede, con l’eucaristia, il dono sempre rinnovato e rigeneratore della grazia di Dio. Grazie naturalmente alle famiglie nelle quali il senso della fede è stato trasmesso con la parola e con l’esempio, con l’amore e col sacrificio. Grazie infine a loro, a questi giovani per il ‘sì’ con cui hanno risposto alla chiamata di Dio. In realtà hanno fatto una scelta saggia perché hanno preferito che è più prezioso; possono dire col salmo: “La mia sorte è caduta su luoghi deliziosi, la mia eredità è magnifica” perché “il Signore è la mia parte di eredità e il mio calice.” Ma rimane vero che essi hanno rinunciato a cose del mondo che frequentemente sono considerate essenziali per la felicità umana: i soldi, il piacere sessuale, l’esercizio del dominio e del potere. Grazie dunque a loro, perché hanno creduto che esiste qualcosa di più importante della gratificazione materiale immediata. - 

    La Parola

    • Vangelo del 26 giugno2016

      C’è qualcosa di radicale nella vocazione a seguire Gesù (è una caratteristica di ogni cristiano autentico) che ci sconvolge. Si potrebbe essere tentati di invocare una particolarità di modo di pensare, perfino di linguaggio, per addolcire o stemperare gli argomenti del Vangelo. Eppure abbiamo ogni interesse a prendere il Vangelo per ciò che è, ed […]

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      Agenda Sport

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      Settimana di Missione dell’U.P. Card.P.Bevilacqua – 5-12 marzo 2017

      Carissimi parrocchiani dell’Unità pastorale “BEVILACQUA”,

      In una meditazione il nostro padre Bevilacqua, con la sua immediatezza di espressione, ricordava: “Abbiamo bisogno di salvezza. Bisogna essere duri di testa per non capirlo. I problemi superano a tal punto la nostra vita, che non possono essere risolti solo dall’uomo. E’ Dio che ci ammonisce: Guardate che non c’è che un Salvatore: Gesù Cristo”.

      Sono parole che interpellano tutti noi: abbiamo bisogno di cambiare qualitativamente la nostra vita, sorretti da una fede sincera in Cristo Salvatore.

      E’ con questo spirito che col Consiglio dell’Unità abbiamo proposto come esperienza significativa in questo anno pastorale dedicato all’annuncio della gioia del vangelo, la Settimana di missione parrocchiale che vivremo dal 5 al 12 marzo, come inizio di Quaresima di conversione. Saremo guidati da una giovane comunità religiosa denominata “Palavra viva” (Parola viva), con la presenza di sei donne laiche-consacrate provenienti dall’America latina.

      Vuole essere una settimana intensa per vivere un’esperienza con Gesù, in cui tutta la comunità cristiana deve sentirsi coinvolta. Porremo maggiore attenzione alle giovani generazioni, alle giovani coppie e ai genitori delle medie, senza dimenticare i nostri ammalati. Ma ripeto, tutti dobbiamo sentirci coinvolti nella preparazione e nella settimana stessa per cogliere dei veri frutti di conversione.

      I vostri sacerdoti

      La Pastorale digitale secondo la prospettiva “dell’umanità mediale” – don Alessandro Palermo (elementidipastoraledigitale)

      Sul numero 12 (dicembre/2016) della Rivista nazionale “Orientamenti pastorali”, troverete alcune linee teologiche pastorali sulla possibile relazione tra Chiesa, Web e social media. Con il mio articolo La pastorale digitale secondo la prospettiva dell’umanità mediale (pag 54-61) più che definire un’azione, desidero mostrarvi tre cose. Ecco qui una sintesi:

      1. L’umanità mediale: presupposto per l’azione pastorale nel digitale

      Per capire cos'è la pastorale nel digitale, come si fa e perché bisogna praticarla, diventa utile convincersi che l’umanità è ormai mediale: oggi l’uomo, la società e le esperienze di comunicazione senza i media, rischiano di ritrovarsi incompleti; i media, in particolare i social media, sono diventati una condizione “necessaria” per la comunicazione umana. Pertanto, rimanere indifferenti alla cultura digitale, non considerarla come elemento portante dell’umanità, non consentirà di attivare nessun tipo di comunicazione pastorale, sociale e istituzionale.  continua-->

       

      Il Vangelo della Domenica

      CHIERICHETTI O MINISTRANTI?

      Chierichetti o ministranti ?
      Spesso ci si domanda quale posschierichettoa essere la differenza fra ministranti di oggi e i chierichetti di una volta. Ma, per spiegare ciò e per far capire che i ministranti non sono solo una versione aggiornata dei chierichetti, è bene fare un salto indietro nel tempo.
      La figura del ministrante nasce intorno al 1800 nelle cosiddette “Messe private”, in cui, per supplire alla mancanza di ministri istituiti, veniva riconosciuto a dei ragazzi questo ministero.
      Fino al Concilio Vaticano II (1962-1965), chi svolgeva questo servizio era definito “chierichetto”, ovvero piccolo chierico. Il termine chierichetto deriva dal latino clericus, forma aggettivale di clerus, indicante chi appartiene all’ordine sacerdotale.
      Nacque così il termine chierichetto, dal momento che chiunque svolgesse un ministero nell’ambito liturgico doveva essere un prete, o almeno vestirsi come tale.
      Difatti la “divisa” del chierichetto era composta da talare nera e cotta, propri del presbitero.
      Ma il Concilio Vaticano II riformò profondamente la figura del chierichetto, ridefinendolo Ministrante, per sottolineare che non è un piccolo prete, ma un laico che, come gli altri cristiani, svolge nella Chiesa un servizio a cui è chiamato da Dio. Dal latino ministrans (colui che serve),il termine ministrante indica quel ragazzo/a che, per amore, si pone al servizio di Dio e della Chiesa, specialmente nelle celebrazioni liturgiche. Ma il Concilio, oltre che a sostituire la talare con il camice o alba(bianco), ha stabilito, nell’art. 29 della Sacrosanctum Concilium (costituzione conciliare sulla liturgia), che i ministranti, nello svolgere il loro ministero liturgico, siano preparati e consci di ciò che fanno, e siano espressione della molteplicità di ministeri attraverso i quali la Chiesa manifesta il suo essere serva.
      Al giorno d’oggi, i ministranti sono una realtà affermata e diffusa, non solo a livello parrocchiale, ma anche diocesano ed internazionale.
      Papa Benedetto, ma anche i suoi predecessori, hanno più volte sottolineato l’importanza di coloro che svolgono questo ufficio, definiti dai Sommi Pontefici stessi ministranti e non chierichetti. Anche i libri liturgici (Messale Romano), così come i documenti conciliari (Sacramentum Concilium n°29) e le istruzioni della Congregazione per il Culto Divino e la disciplina dei Sacramenti (Redemptionis Sacramentum n° 47), parlano dei ministranti e non dei chierichetti. Detto questo, sorge spontaneo chiedersi come si possa ancora parlare dei chierichetti! Ma purtroppo, oggi, sono diverse le realtà ecclesiali che non sanno (o fanno finta di non sapere) la differenza fra le due cose. Autori di libri, insegnanti, teologi, religiosi, sacerdoti, vescovi e perfino cardinali usano ancora il termine chierichetto, come se il Concilio non avesse detto nulla. Ma la questione non si può ridurre ad uno uso scorretto di termini, in quanto, anche se non volontariamente, l’usare il termine chierichetto significa, di fatto, non considerare la riflessione conciliare in merito al ruolo dei laici nella liturgia, ai ministeri di fatto, alla corresponsabilità dei laici nella guida e nella vita della Chiesa. Usare un termine nuovo significa indicare una realtà tradizionale ma nuova al tempo stesso, una realtà che affonda le sue radici in un passato che non dimentica, ma che vuole essere chiamata per quello che è e per ciò che rappresenta.   Testo tratto da http://www.madonnamilicia.it/

      BOLLETTINO UNITA’ PASTORALE


      bollettinonatale

      LEGGI L'ULTIMO BOLLETTINO dell'UNITA' PASTORALE

      SOMMARIO

      Orari Messe - Contatti
      Carissimi - La gioia del dono
      Pellegrinaggio a Fatima - Annunciare il Vangelo
      Internetsiti - Scrivo a voi cari genitori
      Una settimana per riscoprire la gioia  - Missioni parrocchia
      Calendario liturgico - La vignetta
      Una scuola dell'infanzia nell'UP - Emergenza freddo
      Visita e benedizione famiglie - Missione come accoglienza
      Marcia della Pace - Il Credo
      Pellegrinaggio a Crema - Iniziativa donne
      Tante idee per il nostro quartiere - Spazio compiti
      Spazio della creatività e del canto - Anagrafe parrochiale

      d.Luca nuovo curato all’U.P. “Card. Bevilacqua”

      lucabiondiAccogliamo don Luca con tanto affetto e salutiamo riconoscenti don Gianmaria e gli auguriamo un buon "cammino" a Roma.
      Don Luca Biondi, che aveva fatto l'anno da diacono a Pralboino, è il nuovo curato dell'unità pastorale card. Bevilacqua (Sant'Anna, Sant'Antonio e San Giacomo). Don Gianmaria Frusca, invece,  diacono a Sant'Anna, Sant'Antonio e San Giacomo, è stato mandato a Roma a studiare Sacramentaria.
      Don Luca Biondi, nato il 29 aprile 1990, è originario della parrocchia di Rezzato San Carlo. Entrato in Seminario in quarta superiore, ha svolto il servizio pastorale nelle parrocchie di Lumezzane S. Apollonio, Gavardo e Quinzano; è stato prefetto al Seminario Minore. L’anno del diaconato l’ha vissuto nella comunità di Pralboino    

       

      Dopo la maturità, dovendo integrare il greco prima di accedere ai corsi teologici, ha fatto un anno un po’ particolare, restando in Seminario, ma andando a lavorare il mattino: “Una bella avventura in una rubinetteria di Bovezzo, anche grazie alla quale ho maturato più liberamente la scelta di iniziare la teologia nel settembre 2010”

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      Costituzione Unità Pastorale 5 Giugno 2016 ore 18.30 a S.Antonio – Registrazione Audio

      Alla scoperta di Elia, colui che accoglie la sua vocazione
      Alla scoperta di Elia, colui che accoglie la sua vocazione
      Alla scoperta di Elia, colui che accoglie la sua vocazione
      Alla scoperta di Elia, colui che accoglie la sua vocazione
      Alla scoperta di Elia, colui che accoglie la sua vocazione
      Alla scoperta di Elia, colui che accoglie la sua vocazione

      Storia della Parrocchia

      • Storia di San Giacomo

        Sulla strada, che uscendo dalla porta occidentale della città, conduceva a Milano, presso il ponte sul Mella, si trovava nel Medioevo l’Ospizio di S.Giacomo. Del complesso assistenziale attualmente rimane soltanto la bella chiesetta romanica, ancora visibile sul fondo di via Milano. L’ospizio è documentato a partire dal XII secolo, ma è probabile sia stato costruito […]

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        Monastero Clarisse

        • Pastorale digitale

          Per capire, quindi, cos è questa “umanità mediale” – gli autori Ceretti e Padula hanno evidenziato che – occorre superare le “antiche” definizioni mediali (di McLuhan, de Kerckhove, Bauman) non per cancellarle ma per rinnovarle a partire da un giusto legame tra uomo e media. Dunque, se si vuole fare pastorale digitale bisogna superare le […]

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          Gianmaria Frusca (Jimmy): La bellezza della Parola di L.Zanardini (Voce del Popolo)

          frusca01Entrato in Seminario dopo il liceo classico, ha maturato la sua scelta vocazionale in oratorio e in famiglia, in particolare la testimonianza missionaria del fratello Simone gli ha aperto nuove prospettive. E poi ha incontrato la figura di San Francesco con l’invocazione “Signore, dimmi quello che vuoi per me”

          La bellezza e l’entusiasmo di vivere il Vangelo nella vita di ogni giorno ritornano spesso nelle sue parole, perché “il Signore ha vinto” un po’ la sua “timidezza attraverso tante persone e tante occasioni che l’hanno tirato fuori dalla vita ordinaria”. Don Gianmaria Frusca ha incontrato Cristo all’oratorio, in famiglia e sulla via di Assisi. In oratorio, perché in quel di Monticelli Brusati, paese natale, ha trovato un sacerdote che nel 2006 gli ha offerto un’opportunità come catechista dei ragazzi delle medie. “Accanto a catechisti eccezionali ho scoperto che la vera bellezza era Gesù Cristo e poco alla volta ho cominciato ad appassionarmi....    continua a leggere (click qui)



          L’Omelia di Domenica. Mons. G.Canobbio

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          • Pastorale digitale

            Per capire, quindi, cos è questa “umanità mediale” – gli autori Ceretti e Padula hanno evidenziato che – occorre superare le “antiche” definizioni mediali (di McLuhan, de Kerckhove, Bauman) non per cancellarle ma per rinnovarle a partire da un giusto legame tra uomo e media. Dunque, se si vuole fare pastorale digitale bisogna superare le […]

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            • Missione “Palavra Viva” – Annunciare la Gioia del Vangelo

              “ La Chiesa non evangelizza se non si lascia continuamente evangelizzare”. (Papa Francesco, Evangelii Gaudium, 174) Noi siamo la Comunità Cattolica Palavra Viva fondata in Brasile nel 1995 da Alysson Norberto; il nostro carisma è annunciare Gesù al mondo, particolarmente ai giovani e alle famiglie risvegliando il sacro nella Chiesa, nel cuore dell’uomo e della […]

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              • Gita a Firenze -Lucca-San Gimignano

                Dal 5 al 8 giugno 2017 si terrà una GITA a Firenze, Lucca, San Gimignano Iscrizioni e Info c/o don FaustinoInvia!

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                Nostro fratello Giuda d.Primo Mazzolari

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